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Marketing territoriale

Mappatura narrativa nel Capo di Leuca

L’attività dell’Associazione Culturale Sherazade, da sempre votata alla promozione del territorio attraverso la pratica dello story-telling, si è arricchita negli ultimi mesi grazie alla collaborazione con l’Unione dei Comuni “Terra di Leuca”.

L’Ente ha, infatti, aderito con entusiasmo all’attività dell’Associazione - con delibera del 30 marzo 2016 -  promuovendo la realizzazione di sei racconti inediti, che hanno per protagonisti altrettanti personaggi provenienti proprio dai Comuni coinvolti nell’Unione (Alessano, Corsano, Gagliano, Morciano - Barbarano, Salve e Tiggiano). In questi giorni, i racconti, realizzati a seguito di ricerche scrupolose, poi registrati con gli attori della compagnia A.LIB.I. e tradotti in inglese, vengono implementati sull’App Sherazade, secondo una consuetudine che ha preso l’avvio ormai diversi anni fa, nel 2012, quando l’applicazione si è affacciata per la prima volta sulle piattaforme multimediali.

 

A proposito dei nuovi scritti, l’autore, Matteo Greco, ha affermato: “con i nuovi racconti abbiamo voluto valorizzare soprattutto il patrimonio immateriale del territorio, vale a dire quell'insieme di conoscenze comunitarie, quei saperi e quelle credenze che fanno l'identità dei luoghi tanto quanto i beni culturali o paesaggistici. Abbiamo raccontato le pratiche delle serenate, le usanze dei pellegrini, i vissuti degli emigranti. Mi piacerebbe, un giorno, riuscire a trasformare questo territorio in un enorme libro parlante, su cui chiunque può affacciarsi e ascoltare il battito delle vite che lo hanno preceduto".

Ed è proprio questo il vero obiettivo dell’attività dell’Associazione: fare conoscere, non solo le storie più conosciute, legate, per esempio, alla storia con la “s” maiuscola, all’arte, alla commissione di chiese o edifici che avevano lo scopo di conferire lustro alla comunità o ad una famiglia; ma anche le “piccole storie”  quelle quotidiane, nelle quali chiunque si possa riconoscere, o nelle quali le nuove generazioni possano trovare linfa per la conoscenza delle loro famiglie o delle tradizioni di cui non hanno una precisa contezza.

Nelle ricerche svolte per la stesura di questi sei racconti, l’Associazione ha spaziato tra centro storico e campagna, tra edifici laici e religiosi, tra personaggi colti o veraci. Il risultato è, come sempre, un efficace ed intimo spaccato del nostro territorio, che suscita emozioni varie e talvolta contrastanti:

-        A Corsano si fa la conoscenza di un personaggio verace come Biagio, che ci racconterà di come lui e tutta la sua famiglia siano coinvolti in un’attività non molto ortodossa, ma capace di donare loro, che sono tanti, quel poco di sostentamento di cui hanno bisogno: Biagio, infatti, è un contrabbandiere che opera lunga le vie del sale, nel 1954, lui stesso ci dice qual è il suo mestiere, a gran voce, si definisce un “contrabbandiere dell’oro bianco, bianco come il fondo del piatto quando ci sediamo a mangiare certe sere”, una frase che tanto ci racconta di lui e della sua vita. Una vita che coinvolge l’intera famiglia nell’illecito, compresi moglie e figlio più piccolo, ma non si può non provare simpatia per questi personaggi che ci immaginiamo impegnati ogni giorno a procacciarsi il sostentamento per vivere, in piena unità. Il racconto è minuzioso, e sembrerà davvero di salire e scendere con loro per questi splendidi sentieri.

Corsano - Parco Narrativo

Corsano, Vie del Sale, dal Racconto di Biagio

-        Il racconto di Gagliano è davvero intimo e commovente, una di quelle “piccole storie” che si “insinuano” a gran voce nella grande storia dell’emigrazione dai nostri piccoli paesi del Salento, per cercare fortuna all’estero: a parlarci sarà Rocco, un emigrante, che troveremo a passeggiare nervosamente alla stazione nell’attesa di un treno che, però, non arriverà mai. Siamo nel 1991, e lui è tornato, dopo molti anni, dalla Svizzera, ormai nonno. Ma nel suo racconto – che spazia dal lavoro duro al freddo delle montagne, alla fame patita al paese, agli affetti -  c’è tutta la disperazione e la speranza, la voglia di riscatto e la consapevolezza che un’esperienza così importante, un uomo che l’ha vissuta, non se la può dimenticare, perché rimane indelebile, e la stazione ne è il vero simbolo, quasi una dimora.

-        Ad Alessano si incontra il Vescovo Dionigi Latomo Massa che passeggia, fremente, nel 1763 lungo la navata dell’antica chiesa, e pensa al discorso da tenere l’indomani, quando sarà posata la prima pietra della Cattedrale del futuro: dalle sue parole si evince tutta la passione messa nel progetto, che ricalca, ambiziosamente, quello di San Giovanni in Laterano a Roma, nonché la fatica di realizzare un’impresa così grande, preludio, di un obiettivo ancora più alto, quello di “unire tutti i cuori” della comunità.

-        Il racconto di Morciano è stato ambientato nella frazione di Barbarano, dove si ascolta la storia di Marco, un venditore di frutta secca nel mercato del Santuario di Leuca Piccola: lì, nel luglio 1716, come sempre si sono radunati molti pellegrini che vanno verso quello maggiore di Santa Maria di Leuca: attraverso la ricerca disperata di una fanciulla conosciuta la mattina al mercato Marco ci svelerà tutti i segreti di questo posto magico, dal suo committente – che la leggenda narra avesse un corridoio privilegiato per arrivare al Santuario maggiore nel finibus terrae -, alla struttura architettonica del complesso, con la sua terrazza, il mercato, i sotterranei, dove pare ci fossero tre grandi pozzi da cui attingere l’acqua, fino all’intimo finale.

-        A Salve sarà la volta di un racconto “noir”, ambientato in una splendida corte, quella di Palazzo Valentini: il protagonista è l’Arciprete Giuseppe, che nel 1666 sta pregando sui gradini della propria abitazione, tremante e scosso. Egli racconterà di come, nell’intento di costruire un nuovo coro ligneo per la comunità, con l’obiettivo di darle lustro e intercedere per la grazia di Dio, abbia rischiato di essere coinvolto in un’avventura molto pericolosa, dalla quale solo la sua incrollabile fede lo ha salvato: l’incontro con un personaggio subdolo e ambiguo, che cercherà di portarlo su quella che, senza voler svelare troppo, avrebbe potuto essere, una deviazione dal suo percorso devozionale.

Salve - Parco Narrativo

Salve, Corte di Palazzo Valentini, dal Racconto di Don Giuseppe

Infine, l’ultima tappa narrativa compresa in questo progetto è Tiggiano: anche qui si intrecceranno tradizioni e religiosità popolare, e la protagonista stavolta sarà una donna, Anna, che si trova, nel gennaio del 1930, sul sagrato della Chiesa di Sant’Ippazio. Da questa scena prenderà l’avvio tutto il racconto della tradizione che riguarda la devozione al Santo, attinente alla capacità dell’uomo di procreare, e che si intreccia, in maniera molto divertente e ironica con l’abitudine di vendere le pestanache (le carote coltivate a Tiggiano) durante la fiera. Il racconto in questo caso è davvero verace, ricco di spunti comici, quasi da commedia.

Racconti vari, si diceva, frutto di un lavoro di ricerca e scrittura che contribuisce a valorizzare ciò che non si vede, quel patrimonio innaturale del Salento fatto di vissuti, valori, modi particolari di guardare il mondo, che sono forse la vera ricchezza di un territorio da conoscere in profondità e, al tempo stesso, in leggerezza.