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Regolamenti e Statuto

STATUTO DEL COMUNE DI SALVE

TITOLO PRIMO - PRINCIPI FONDAMENTALI

ART. 1 - COMUNE DI SALVE

Il Comune di Salve è ente esponenziale della collettività che vive nel suo

territorio, ne cura gli interessi nel rispetto dei diritti garantiti in Costituzione.

2. Il Comune favorisce la cooperazione con gli altri enti locali e le

istituzioni. secondo i principi costituzionali.

Il Comune, negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di Salve e con il

suo gonfalone.

Il Comune di Salve ha una notevole vocazione turistica dettata dalla

particolare morfologia del territorio e dalle naturali risorse presenti sullo

stesso.

ART. 2- PRINCIPIO DI ADEGUAMENTO COSTITUZIONALE

1. Il Comune adegua la propria attività ai principi fondamentali della

Costituzione italiana.

2. L’autonomia del Comune è tutelata dalla Costituzione.

ART. 3- PRINCIPIO DI AUTONOMIA

1. Il Comune esercita la propria autonomia nell’ambito della

Costituzione e dei principi esplicitamente identificati dalle leggi dello Stato e

della Regione Puglia.

2. In particolare, l’autonomia è riferita al Titolo Quinto della

Costituzione italiana, nonché al T.U. degli enti locali Decreto Legislativo n.

267 del 2000 e allo Statuto dei diritti del Conribuente contenuto nella Legge

n. 212 del 2000.

ART. 4- PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’

1. Il Comune di Salve opera nel rispetto della sussidiarietà.

2. Le attività dirette alla produzione di beni e di servizi sono espletate

dal Comune ove non possano essere più adeguatamente svolte dai privati

nell’esercizio della loro autonomia.

3. Gli oneri imposti ai privati devono essere contenuti nella misura

indispensabile per il perseguimento degli interessi pubblici da tutelare.

ART. 5- AZIONI POSITIVE

Il Comune adotta azioni positive per tutelare i soggetti svantaggiati, in

particolare nel conferimento delle cariche pubbliche e nell’erogazione dei

servizi pubblici.

Il Comune promuove forme nuove di organizzazione del lavoro e del tempo

libero.

ART. 6- PRINCIPIO DI AUTOTUTELA

1. L’ attività amministrativa del Comune è informata alla realizzazione

dei diritti dei cittadini, con la garanzia degli stessi anche attraverso gli

strumenti dell’ autotutela.

ART. 7- RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI PUBBLICHE

Il Comune di Salve favorisce la cooperazione con altre istituzioni pubbliche

territoriali e funzionali, nonché con l’Università degli Studi di Lecce, per

l’attuazione di progetti di interesse comune e dì formazione.

ART. 8- PRINCIPIO DI PARTECIPAZIONE

1. Il Comune di Salve valorizza il rapporto dei singoli e delle

formazioni sociali nella gestione e nelle attività sul territorio.

ART. 9- SISTEMA NORMATIVO

1. Tutti i Regolamenti del Comune, compresi quelli previsti dalla legge,

si adeguano, anche ai fini interpretativi, alle disposizioni ed ai principi del

presente Statuto, oltre che ai principi espressamente indicati dalla legge.

2. Il Comune di Salve predispone la raccolta ufficiale delle norme

statutarie e regolamentari.

3. La pubblicazione degli atti e delle norme del Comune è curata dal

Segretario Comunale presso l’Albo Pretorio.

ART.10- SISTEMA ABROGATIVO

1. Le modificazioni, le integrazioni. l’abrogazione totale o parziale dello

Statuto sono deliberate dal Consiglio comunale a maggioranza di due terzi

dei componenti.

2. Le proposte di abrogazione parziale devono essere accompagnate

dalla proposta di deliberazione delle nuove disposizioni normative, al fine di

evitare lacune.

3. E’ istituita, nei modi stabiliti dal Regolamento del Consiglio, una

Commissione permanente per l’ adeguamento dello Statuto ai principi di

nuove leggi, al fine di predisporre le proposte di integrazione o abrogazione

parziale.

4.Qualsiasi disposizione statutaria difforme da qualsiasi Regolamento del

Comune, indipendentemente se precedente o meno al nuovo Statuto, prevale

sempre e comunque sul Regolamento.

TITOLO SECONDO - RAPPORTI CON I CITTADINI E

PARTECIPAZIONE POPOLARE

ART. 11 - TITOLARI DEI DIRITTI DI PARTECIPAZIONE

I diritti strumentali agli istituti di partecipazione del presente Titolo possono

essere esercitati sia in forma associata sia da singoli cittadini,

indipendentemente dalla residenza, che abbiano compiuto il sedicesimo anno

di età.

ART. 12- FORME ASSOCIATIVE

1. Le forme associative di partecipazione sono disciplinate da apposito

Regolamento di partecipazione, all’interno di un apposito Albo di

pubblicazione.

2. L’Albo deve garantire la pubblicità dei fini. delle attività, della

consistenza associativa, del bilancio,

degli organi di rappresentanza.

3. L’ iscrizione all’ Albo consente alle associazioni di essere informate sulle

attività del Comune, nelle

forme disciplinate dal Regolamento di partecipazione.

4. Le associazioni iscritte all’ Albo possono presentare istanze e

proposte, nonché partecipare alle consultazioni popolari e agli organismi

consultivi del Comune.

ART. 13 - CONSULTAZIONE DELLA POPOLAZIONE

1. Il Consiglio o la Giunta promuove, anche su richiesta delle

associazioni di cui al precedente articolo, consultazioni della popolazione o

di particolari settori di essa su programmi. iniziative e proposte di interesse

locale.

Le procedure sono disciplinate dal Regolamento di partecipazione.

ART. 14- AZIONI POPOLARI, PETIZIONI, INTERPELLO

1. L’ azione popolare è esercitata nelle forme e nei limiti della legge.

2. La petizione deve essere sottoscritta da almeno 100 cittadini o da almeno

tre associazioni di cui al precedente art.. 12, ha per oggetto qualsiasi

questione di interesse della collettività del Comune ed è indirizzata in forma

scritta al Sindaco,che la trasmette all’ organo competente per il prosieguo,

dandone comunicazione all’interessato.

4. L’interpello del contribuente può essere presentato in forma individuale o

collettiva ed è indirizzato al Responsabile dell’Ufficio dei tributi, che dovrà

rispondere nelle forme e nei modi indicati dall’ art.. 11 della Legge n. 212

del 2000.

ART. 15 - REFERENDUM

1. Con la sottoscrizione di almeno un decimo dei cittadini iscritti nelle liste

elettorali del Comune sono proposti referendum a contenuto consultivo o

abrogativo o propositivo.

2. Nessun referendum può essere indetto in materia di bilanci, imposte,

tariffe, nomine e designazioni, gestione del personale, norme statutarie,

diritti delle minoranze.

3. Il Sindaco, prima di indire il referendum, sottopone il quesito referendario

al giudizio di ammissibilità del Comitato di garanti eletto dal Consiglio

comunale, con il voto favorevole di due terzi dei componenti.

4. Il Comitato di garanti è composto da due consiglieri eletti in

rappresentanza della maggioranza e della minoranza, nonché dal Difensore

civico.

5. Il Comitato dura in carica per tutto il mandato del Consiglio comunale.

6. I referendum possono essere dichiarati inammissibili esclusivamente per

motivi di legittimità.

7. Hanno diritto al voto i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune

nonché i cittadini residenti nel territorio del Comune.

ART. 16- PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO

1. Il Comune di Salve applica direttamente la Legge 241 del 1990 e si

adegua ai principi dello Statuto del Contribuente, di cui alla Legge 212 del

2000, per la piena realizzazione della partecipazione e dell’autotutela

nell’esercizio dell’ attività finanziaria e fiscale.

Il Comune riconosce il diritto di tutti a prendere visione degli atti del

procedimento, di presentare

memorie scritte e documenti. di essere ascoltati dal responsabile del

procedimento.

ART. 17 - DIRITTO DI ACCESSO E PUBBLICITA’ DEGLI ATTI

Il Comune garantisce l’applicazione del principio di pubblicità dell’azione

Amministrativa

L’attività è disciplinata dal Regolamento per l’accesso.

Tutti i documenti e tutti gli atti del Comune sono pubblici, ad eccezione di

quelli riservati per espressa dichiarazione di legge.

In tal caso, il diniego dovrà indicare esplicitamente per iscritto il riferimento

legislativo di impedimento.

5. La pubblicità degli atti e dei documenti previsti dalla legge è assicurata

nell’Albo pretorio, a cura del Segretario Comunale

6. Il Comune promuove anche forme di pubblicità degli atti attraverso

l’informazione e la comunicazione.

TITOLO TERZO - DIFENSORE CIVICO

ART. 18- FORMAZIONE DELL’ORGANO

1. Il Difensore civico è eletto a scrutinio segreto dal Consiglio comunale

integrato da tre rappresentanti designati dalle associazioni di cui all’art. 12.

2. La elezione deve essere effettuata entro sei mesi dall’insediamento

del nuovo Consiglio.

3. Il Difensore civico è eletto per tutta la durata del Consiglio comunale

e non è immediatamente rieleggibile.

4. Per la sua elezione è necessaria la maggioranza qualifìcata dei due

terzi dei componenti del Consiglio comunale. Se dopo il secondo scrutinio il

risultato non è conseguito, è eletto colui che otterrà la maggioranza assoluta

dei voti.

Può rivestire la carica di Difensore civico, nel rispetto delle condizioni di

incompatibilità ed ineleggibilità previste dalla legge per i consiglieri

comunali, colui che, indipendentemente dalla residenza, abbia acquisito

significative esperienze nella pubblica amministrazione, con comprovate

competenze tecnico-giuridiche.

L’incarico di difensore civico è incompatibile con ogni altra carica elettiva

pubblica.

Il Difensore civico che intende candidarsi a Sindaco, Consigliere Comunale

o altre cariche pubbliche comunali, deve dimettersi dall’incarico almeno 6

mesi dalla data delle elezioni.

8 .Per l’individuazione dell’ufficio del Difensore civico, il Comune può in

alternativa:

procedere secondo quanto disposto dai comma 1,2,3,4,5 dell’art. 18 del

presente statuto;

avvalersi di forme associate, o in convenzione, secondo termini e modalità

concordate con gli altri Enti o Unioni di Comuni.

ART. 19- FUNZIONI

1. Il Difensore, d’ufficio o su richiesta di singoli o delle associazioni di

cui all’ art.12. verifica le ragioni di ritardi, carenze, omissioni, abusi

dell’amministrazione comunale.

2. Al Difensore civico non può essere opposto alcun segreto, neppure

d’ufficio.

3. Il Difensore civico riferisce sulle verifiche effettuate, alla prima

seduta utile del Consiglio Comunale.

Alla seduta consiliare partecipa l’istante o l’associazione che ha promosso

l’iniziativa del Difensore, con diritto di parola e di replica verso i

componenti del Consiglio e della Giunta.

5. Il dibattito in Consiglio comunale si chiude con la votazione di una

mozione. che può essere presentata anche dallo stesso Difensore civico e può

avere ad oggetto provvedimenti di autotutela degli uffici comunali

interessati.

ART. 20- INDENNITA’

1. Al Difensore civico è attribuita l’indennità di funzione fissata dal

Consiglio Comunale. in sede di approvazione del Bilancio annuale di

previsione.

ART. 21- REVOCA

1. il Difensore civico può essere revocato con delibera del Consiglio

comunale, votata a maggioranza dei due terzi dei componenti.

TITOLO QUARTO - SERVIZI PUBBLICI LOCALI

ART. 22- PRINCIPI GENERALI

1.Il Comune provvede alla gestione dei servizi pubblici che abbiano ad

oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a

promuovere lo sviluppo economico e civile, massimizzando la qualità del

servizio e minimizzandone il costo a carico del contribuente.

2. Ai medesimi criteri qualitativi devono essere improntate le procedure di

evidenza pubbliche,espletate per l’affidamento dei servizi.

ART. 23 DISCREZIONALITA’ DEL CONSIGLIO COMUNALE

1.Il Consiglio comunale ha facoltà di assumere, con delibera a maggioranza

semplice, un’attività che ritiene qualificabile come pubblico servizio, nel

rispetto della legge, motivandola sulla base degli interessi della collettività e

comparandola con altre esigenze dell’ente e con le risorse finanziarie

disponibili.

ART. 24- SERVIZI PUBBLICI OFFERTI

1.Il Comune si impegna a garantire i seguenti servizi:

- trasporto alunni scuola materna (a richiesta);

- mensa alunni scuola materna (a richiesta);

- assistenza domiciliare agli anziani (a richiesta);

- illuminazione pubblica e impianti semaforici;

- impianti sportivi;

- impianti cimiteriali, illuminazione votiva;

- raccolta, conferimento e smaltimento rifiuti solidi urbani;

- raccolta differenziata di carta. plastica. alluminio, pile esaurite e farmaci

scaduti;

- mercati pubblici settimanali. stagionali e fiere;

- pubbliche affissioni;

- accertamento e riscossione tributi.

ART. 25- TUTELA DELL’UTENTE

1.Tutti i servizi offerti dal Comune devono garantire l’affidamento del

cittadino utente ed essere improntati alla trasparenza dell’azione

amministrativa.

2.I diritti dell’utente devono essere garantiti sia nel caso di gestione indiretta

del servizio sta nel caso di gestione associata con altri Comuni.

3.Il Consiglio comunale adotta a maggioranza assoluta la Carta dei diritti

dell’utente dei Servizi.

4.Le procedure concorsuali seguite per l’affidamento del servizio devono

attestare la documentata garanzia dei diritti dell’Utente da parte

dell’affidatario.

TITOLO QUINTO - FINANZA E CONTABILITA’

ART. 26- DEMANIO E PATRIMONIO

1.I beni comunali si distinguono in beni demaniali e patrimoniali.

2.I terreni soggetti agli usi civici sono regolati dalle leggi speciali che

regolano la materia.

3. Il Comune adotta un regolamento per gestire ed utilizzare i beni

comunali.

ART. 27- TRIBUTI COMUNALI

1.Nell’ambito della Costituzione, la legge riconosce al Comune autonomia

finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.

2. Nell’ ambito della legge è riconosciuta, altresì, potestà impositiva

autonoma nel campo delle imposte e delle tariffe.

ART. 28 - ENTRATE DEL COMUNE

1. Le entrate del Comune sono costituite:

a) da imposte proprie;

b) da addizionali e compartecipazione ad imposte erariali e regionali:

c) da tasse e diritti per servizi pubblici:

d) da trasferimenti erariali:

e) da trasferimenti regionali;

f) da altre entrate proprie, anche di natura patrimoniale:

g) da risorse per investimenti:

h) da ulteriori eventuali entrate previste nel regolamento di contabilità;

i) da eventuali specifici contributi per fronteggiare situazioni eccezionali.

2.Le entrate proprie sono rivolte a finanziare i servizi pubblici necessari per

lo sviluppo della comunità ed a integrare la contribuzione erariale per

l’erogazione dei servizi pubblici indispensabili.

3.I trasferimenti erariali devono, essere rivolti a garantire i servizi locali

indispensabili.

ART. 29- DIRITTI DEI CONTRIBUENTI

1.Il Consiglio comunale, nel rispetto di quanto dettato dallo Statuto dei diritti

del Contribuente di cui alla Legge n.212/2000 ed in particolare per i tributi

locali, adotta a maggioranza assoluta un apposito Regolamento per

disciplinare aspetti procedurali ed organizzativi delle attività in materia di

tributi locali, al fine di assicurare i diritti dei contribuenti.

2.Il regolamento dovrà individuare e disciplinare in particolare:

- modi, tempi e strumenti di informazione dei cittadino che siano idonei ad

assicurare l’ effettiva conoscenza di atti ed iniziative a lui destinate:

- attività, iniziative e strumenti di comunicazione a sostegno di contribuenti

sprovvisti di conoscenze tributarie;

- procedure agevoli per semplificare gli adempimenti;

- procedure semplici e trasparenti. per favorire e risolvere le istanze di

interpello.

ART. 30- BILANCIO E PROGRAMMAZIONE

1. L’ ordinamento finanziario e contabile del Comune è disciplinato dalla

legge.

2. Entro la data prevista dal Regolamento di contabilità, la Giunta propone al

Consiglio Comunale il bilancio di previsione per l’anno successivo.

3. Il bilancio di previsione è corredato dal bilancio pluriennale di durata pari

a quella della Regione Puglia, da una relazione previsionale e programmatica

che copra un periodo pari a quello dei bilancio pluriennale e dai documenti

di cui all’art. 172 del D.Leg.vo n.267/2000.

4. Il Consiglio Comunale delibera il bilancio di previsione per l’anno

successivo, osservando i principi dell’universalità, dell’integrità e del

pareggio economico e finanziario, entro e non oltre il 31 dicembre di ogni

anno, fatte salve le eventuali proroghe disciplinate dalla legge.

5. I bilanci degli Enti, delle aziende ed istituzioni dipendenti dal Comune

vengono discussi ed approvati contemporaneamente al bilancio e allegati ad

esso.

6. Nel regolamento di contabilità vengono disciplinate le norme relative

alla contabilità generale.

ART. 31 - CONTO CONSUNTIVO

1.Entro il 30 giugno di ogni anno la Giunta propone al Consiglio Comunale

il conto consuntivo dell’esercizio finanziario dell’anno precedente.

2.I risultati di gestione devono essere rilevati mediante contabilità economica

e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio e il conto del

patrimonio.

3.Al conto consuntivo è allegata una relazione della Giunta che esprime le

valutazioni di efficacia dell’ azione condotta sulla base dei risultati

conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti.

4. Al conto consuntivo è allegata, altresì, la relazione del collegio dei

revisori che attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze di

gestione.

5.I conti consuntivi degli enti, aziende ed istituzioni dipendenti dal Comune

vengono discussi ed approvati contemporaneamente al conto consuntivo del

Comune e allegati ad esso.

ART. 32- REVISORI DEI CONTI

1.Il Consiglio Comunale elegge, a maggioranza assoluta, il Revisore dei

conti. prescelto in conformità a quanto disposto dall’art.234 del D.Leg.vo

n.267/2000.

2.I1 Revisore dei conti dura in carica tre anni ed é rieleggibile per una sola

volta. Non è revocabile, salvo che non adempia, secondo le norme di legge,

di statuto e di regolamento, al suo incarico.

3.Il Revisore dei conti collabora con il Consiglio Comunale nella sua

funzione di controllo e di indirizzo. Esercita la vigilanza sulla regolarità

contabile e finanziaria della gestione e attesta la corrispondenza del

rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione che

accompagna la proposta di deliberazione consiliare del rendiconto del

bilancio.

4.Per l’esercizio delle sue funzioni il Revisore ha diritto di accesso agli atti e

documenti dell’Ente.

5.Il Revisore dei conti adempie al suo dovere con diligenza del mandatario e

rispondendo della verità delle sue attestazioni. Ove riscontri gravi

irregolarità nella gestione dell’Ente, ne riferisce immediatamente al

Consiglio Comunale.

ART. 33- NORMA TRANSITORIA

1. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente Statuto, il Comune

adegua le disposizioni del Regolamento di contabilità, fatto salvo quanto

previsto dall’ art. 10. comma 4.

TITOLO SESTO- ORGANI DEL COMUNE

ART. 34- IDENTIFICAZIONE

Gli organi istituzionali del Comune sono:

a) il Consiglio Comunale;

b) la Giunta Comunale;

c) il Sindaco.

ART. 35 – IL CONSIGLIO COMUNALE

1.Il Consiglio Comunale è un organo di indirizzo, di programmazione e di

controllo politico-amministrativo.

2. Il Consiglio Comunale è affiancato da un Consiglio dei ragazzi,

disciplinato dal Regolamento consiliare.

ART. 36- ELEZIONI E DURATA

1 .Il Consiglio Comunale é eletto secondo le nonne stabilite dalla legge dello

Stato.

2.La durata, il numero dei Consiglieri e la loro posizione giuridica sono

regolate dalle leggi.

3.Salvo il caso di sospensione e scioglimento, il Consiglio Comunale dura in

carica sino all’elezione del nuovo, limitandosi dopo la pubblicazione del

decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed

improrogabili.

4.La legge stabilisce i casi di scioglimento del Consiglio Comunale.

ART. 37- PREROGATIVE DEI CONSIGLIERI

1.I Consiglieri entrano in carica all’ atto della proclamazione ovvero, in caso

di surrogazione. non appena il Consiglio Comunale adotta la relativa

deliberazione.

2.Essi hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla

deliberazione del Consiglio.

3.Hanno diritto di formulare interrogazioni. interpellanze e mozioni.

4.Hanno. inoltre, il diritto di ottenere dagli uffici del Comune, dalle aziende

ed enti dipendenti dal Comune stesso. tutte le notizie ed informazioni in loro

possesso ed utili all’espletamento del mandato.

5.1 diritti stabiliti nei precedenti commi si esercitano con le modalità ed i

limiti previsti specificatamente dalla legge. dallo statuto e dal relativo

regolamento.

6.I Consiglieri Comunali hanno il dovere di intervenire nelle sedute del

Consiglio e di partecipare ai lavori delle Commissioni delle quali fanno

parte.

7.Ogni lista che ha partecipato alle consultazioni elettorali ha diritto,

indipendentemente dal numero di Consiglieri eletti, al capogruppo; nelle

more della designazione dei Capi Gruppo questi sono individuati nei

Consiglieri, non componenti della Giunta, che abbiano riportato il maggior

numero di voti per ogni lista. I Consiglieri possono costituirsi in gruppi

secondo quanto previsto dal regolamento sul funzionamento del Consiglio

Comunale.

8. Tra i Consiglieri proclamati assume la qualifica di Consigliere Anziano

colui che ha ottenuto più voti sommando a quelli di lista le relative

preferenze.

9.Le indennità dei Consiglieri sono stabilite dalla legge.

ART. 38 - - CESSAZIONE DALLA CARICA DI CONSIGLIERE

1.I Consiglieri Comunali cessano dalla carica, oltre che nei casi di morte e di

scadenza naturale o eccezionale del mandato, per decadenza e dimissioni.

2.I Consiglieri Comunali che non intervengono per cinque volte consecutive

alle sedute consiliari. senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con

deliberazione del Consiglio Comunale. A tale riguardo il Sindaco o il

Presidente del Consiglio a seguito dell’ avvenuto accertamento dell’assenza

maturata da parte dei Consigliere interessato, provvede con comunicazione,

ai sensi dell’art. 7 della Legge 7 agosto 1990. n.241, a comunicargli l’avvio

del procedimento amministrativo. Il Consigliere ha facoltà di far valere le

cause giustificative delle assenze, nonché a fornire al Sindaco o al Presidente

del Consiglio eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella

comunicazione scritta, che non può essere superiore ai venti giorni,

decorrenti dalla data del ricevimento. Scaduto quest’ultimo termine, il

Consiglio Comunale esamina ed infine delibera tenuto adeguatamente conto

delle cause giustificative presentate dal Consigliere interessato.

3 La decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale a norma del

regolamento interno, anche nel caso in cui ricorrano impedimenti,

incompatibilità o incapacità contemplate dalla legge.

4.Le dimissioni dalla carica di Consigliere sono indirizzate al Consiglio e

devono essere assunte immediatamente al protocollo del Comune secondo

l’ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano

di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Il Consiglio, entro e non

oltre dieci giorni procede alla surroga dei Consiglieri dimissionari, con

separata votazione, seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale

risulta dal protocollo. Non si procede alla surroga ove ricorrono i presupposti

per lo scioglimento del Consiglio ai sensi dell’art.141 del D.leg.vo n.

267/2000.

5.Le dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché

contemporaneamente presentate al protocollo del Comune, dalla metà più

uno dei Consiglieri assegnati al Comune, escluso il Sindaco, comportano la

cessazione dalla carica e lo scioglimento del Consiglio.

ART. 39 - PRESIDENTE E VICE-PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

COMUNALE

I .Nella prima seduta il Consiglio Comunale neo- eletto, a maggioranza

assoluta. decide l’istituzione del Presidente del Consiglio. Qualora detto

organo viene istituito si procede all’elezione.

2.L’elezione avviene a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta di voti

dei Consiglieri assegnati al Comune. Qualora alla prima votazione nessun

Consigliere abbia raggiunto la predetta maggioranza si procede a nuova

votazione nella stessa seduta e risulta eletto il Consigliere che ha riportato il

maggior numero di voti. A parità di voti si intende eletto il più anziano di

età.

3.L’elezione del Vice-Presidente ha luogo con votazione separata subito

dopo l’elezione del Presidente, secondo le modalità previste dai precedenti

commi.

4.Il Presidente ed il Vice-Presidente restano in carica per l’intera durata del

mandato del Consiglio.

5 .In caso di assenza o impedimento temporaneo del Presidente e del Vice-

Presidente, le funzioni saranno svolte dal Consigliere anziano.

6.Il Presidente del Consiglio Comunale rappresenta l’intero Consiglio

Comunale, ne tutela la dignità del ruolo e assicura l’esercizio delle funzioni

allo stesso attribuite dalla legge e dallo Statuto. In particolare dirige i

dibattiti, fa osservare il regolamento, concede la parola, giudica della

ricevibilità delle proposte, annuncia il risultato delle votazioni con

l’assistenza di due scrutatori da lui scelti, uno della maggioranza e uno della

minoranza, assicura l’ordine della seduta e la regolarità della discussione,

può sospendere e sciogliere la seduta ed ordinare l’espulsione dall’ aula dei

Consiglieri che reiteratamente violino il regolamento e di chiunque del

pubblico sia causa di disturbo al regolare svolgimento dei lavori e

dell’attività del Consiglio.

7. Al Presidente del Consiglio sono attribuiti, tra gli altri, i poteri di

convocazione e direzione dei lavori e dell’attività del Consiglio.

8.Il Presidente promuove i rapporti del Consiglio Comunale con il Sindaco,

la Giunta , il Collegio dei Revisori dei Conti e gli altri organi cui il Comune

partecipa. Assicura, inoltre, una adeguata e tempestiva informazione ai

gruppi consiliari ed ai singoli Consiglieri sulle questioni da sottoporre al

Consiglio.

9.I1 Presidente entro il termine di trenta giorni dalla seduta di convalida

degli eletti, è tenuto a riunire il Consiglio per la definizione dei criteri

per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti,

aziende ed istituzioni, nonché la nomina dei rappresentanti del Consiglio

presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla

legge.

10.Il Presidente ed il Vice-Presidente del Consiglio cessano dalla carica in

caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale

dalla maggioranza assoluta. La mozione deve essere sottoscritta da almeno

2/5 dei Consiglieri assegnati e viene messa in discussione non prima di 10 gg

e non oltre 30 gg. dalla sua presentazione al protocollo del Comune; ove

respinta, potrà essere ripresentata non prima di tre mesi. La proposta è

presentata al Segretario Comunale, che la trasmette entro 24 ore al Vice-

Presidente, dandone contestuale comunicazione all’interessato ed al Sindaco.

11. La Giunta Comunale individua, con apposita deliberazione, la sede dell’

ufficio ed assegna il personale e i mezzi necessari alla funzione del

Presidente del Consiglio.

ART. 40- PRIMA ADUNANZA E CONVOCAZIONE

1. La prima seduta del Consiglio Comunale, susseguente alle elezioni

amministrative, è convocata e presieduta dal Sindaco neo eletto entro il

perentorio termine di dieci gorni dalla proclamazione degli eletti e deve

tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione. In caso di

inosservanza dell’ obbligo di convocazione provvede il Prefetto in via

sostitutiva.

2. In tale seduta, il Consiglio Comunale, subito dopo la convalida degli eletti,

riceve la comunicazione della nomina dei componenti la Giunta Comunale.

3. Il Consiglio Comunale nella prima seduta elegge, tra i propri componenti,

la Commissione Elettorale Comunale ai sensi dell’ art. 12 del D.P.R. 20

marzo 1967. n.223.

4.Nella stessa seduta si procede alla eventuale istituzione ed elezione del

Presidente e del Vice-Presidente del Consiglio con le modalità previste nell’

articolo precedente.

ART. 41- LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO

1. Entro il termine di sessanta giorni, decorrenti dalla data dell’ avvenuto

insediamento del Consiglio Comunale, sono presentate da parte del Sindaco,

sentita la Giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da

realizzare durante il mandato politico-amministrativo.

2. Ciascun Consigliere ha il pieno diritto di intervenire nella definizione

delle linee programmatiche proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le

modifiche mediante presentazione di appositi emendamenti, nelle modalità

indicate nel regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.

3. Con cadenza almeno annuale, non oltre il 30 settembre, il Consiglio

provvede a verificare l’attuazione delle linee programmatiche, da parte del

Sindaco e dei rispettivi Assessori. E’ facoltà del Consiglio provvedere ad

integrare, nel corso del mandato, le linee programmatiche, sulla base delle

esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.

4.Al termine del mandato politico-amministrativo, il Sindaco informa

l’organo consiliare sullo stato di attuazione delle linee programmatiche.

ART. 42-CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

1.Il Consiglio Comunale è convocato dal Sindaco (in caso di istituzione del

Presidente del Consiglio da quest’ultimo) che stabilisce l’ordine del giorno

della seduta.

2. Ai fini della convocazione sono sessioni ordinarie le sedute in cui si

discutono il conto consuntivo e il bilancio di previsione annuale e

pluriennale. Tutte le altre sono straordinarie ed urgenti secondo le nonne del

regolamento consiliare.

3.Il Consiglio è convocato in sessione straordinaria dal Sindaco (in caso di

istituzione del Presidente del Consiglio da quest’ultimo). ovvero su richiesta

di un quinto dei Consiglieri m carica. In quest’ ultimo caso l’adunanza deve

essere tenuta entro venti giorni dalla data in cui è pervenuta la richiesta, con

1inserimento all’ordine del giorno delle questioni proposte.

4. In caso di urgenza la convocazione può aver luogo con preavviso di

almeno ventiquattro ore, garantendo l’ apertura degli uffici per la

consultazione degli atti.

ART. 43- ADUNANZE E DELIBERAZIONI

1.I1 quorum strutturale per la validità delle sedute consiliari non può essere

inferiore alla metà, senza computare a tal fine il Sindaco, dei consiglieri

assegnati per legge all’Ente.

2.Nella seconda convocazione, che dovrà aver luogo in un altro giorno. per

la validità dell’adunanza è sufficiente l’intervento ai almeno quattro

Consiglieri.

3.Le deliberazioni sono valide se adottate a maggioranza assoluta dei volanti,

salvo il caso in cui sia richiesta una maggioranza qualifìcata.

4.Le adunanze consiliari sono pubbliche salvo i casi previsti dal

regolamento.

5.Le votazioni hanno luogo con voto palese, salvo i casi in cui il

regolamento stabilisce la votazione segreta.

6.IL regolamento interno disciplina, per quanto non previsto dalla legge e dal

presente statuto, i criteri di verifica del numero legale e il calcolo della

maggioranza per l’adozione delle deliberazioni.

7. Alle sedute consiliari partecipa di diritto il Segretario Comunale, che

svolge le funzioni attribuitegli dalla legge, dal presente statuto e dai

regolamenti.

ART. 44 - SURROGAZIONE E SUPPLENZA DEI CONSIGLIERI

COMUNALI

1. Nei Consigli Comunali il seggio che durante il quinquennio rimanga

vacante per qualsiasi causa., anche se sopravvenuta, è attribuito al candidato

che nella medesima lista segue immediatamente l’ultimo eletto.

4. Nel caso di sospensione di un Consigliere, ai sensi dell’art. 59 del D.

Leg.vo n.267/2000, il Consiglio nella prima adunanza successiva alla

notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea

sostituzione affidando la supplenza per l’ esercizio delle funzioni di

Consigliere al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il

maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della

sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione

del comma 1.

ART. 45 - - COMMISSIONI CONSILIARI

1.Il regolamento del Consiglio Comunale determina poteri, composizione e

organizzazione delle commissioni consiliari permanenti, assicurando, in ogni

caso, la presenza di tutti i gruppi consiliari nel rispetto della rappresentanza

proporzionale.

2.La presidenza delle commissioni aventi funzioni di controllo e garanzia

viene attribuita ai Consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.

3 .Le commissioni, nell’ ambito delle materie di propria competenza,

svolgono, in particolare, l’esame preliminare sulle proposte di regolamenti e

di deliberazioni del Consiglio Comunale.

4. Le commissioni deliberano a maggioranza, purché sia presente almeno la

metà dei componenti.

5.Possono essere costituite commissioni di indagine sull’attività

dell’amministrazione. I poteri, la composizione ed il funzionamento delle

suddette commissioni sono disciplinati dal regolamento consiliare.

ART. 46- LA GIUNTA COMUNALE

l.. La Giunta Comunale è l’organo esecutivo del Comune con competenza

generale.

2.Esercita funzioni di promozione. di iniziativa e di attuazione degli indirizzi

generali.

ART. 47- ATTRIBUZIONI DELLA GIUNTA

1.La Giunta collabora con il Sindaco nell’ amministrazione del Comune e

compie gli atti che, ai sensi di legge e del presente statuto. non siano riservati

al Consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al Sindaco, al

Segretario Comunale, al Direttore Generale e ai Responsabili dei servizi.

2.La Giunta opera in modo collegiale, dà attuazione agli indirizzi generali

espressi dal Consiglio e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti

dello stesso.

3.La Giunta, in particolare, nell’esercizio delle attribuzioni di governo e

delle funzioni organizzative:

a ) approva i progetti. i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non

comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non siano

riservati dalla leggi o dal regolamento di contabilità ai responsabili dei

servizi comunali;

b) elabora le linee di indirizzo e predispone le proposte di provvedimenti da

sottoporre alle determinazioni del Consiglio;

c) approva il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi nel

rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio;

d) fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum e costituisce

l’ufficio comunale per le elezioni, cui è rimesso l’accertamento della

regolarità del procedimento;

e) esercita , previa determinazione dei costi e individuazione dei mezzi,

funzioni delegate dalla Provincia, Regione e Stato quando non

espressamente attribuite dalla legge e dal presente statuto ad altro organo;

f)autorizza la sottoscrizione degli accordi decentrati;

g)decide in ordine alle controversie sulle competenze funzionali che

potrebbero sorgere fra gli organi gestionali dell’Ente;

h)fissa. ai sensi del Regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli

standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell

‘apparato. sentito il Direttore Generale:

i)determina, sentiti i Revisori dei Conti, i misuratori e i modem di

rilevazione del controllo interno di gestione;

l)approva il PEG su proposta del Direttore Generale.

ART. 48- COMPOSIZIONE DELLA GIUNTA

1. La Giunta è composta dal Sindaco, che la presiede, da un numero

massimo di sei Assessori. di cui due massimo possono essere nominati all’

esterno del Consiglio Comunale, tra persone che non siano state candidate

nell’ultima competizione elettorale. Il Sindaco determinerà il numero nel

rispetto del limite massimo prefissato.

2. Gli Assessori esterni partecipano alle sedute del Consiglio e intervengono

nella discussione ma non hanno diritto al voto.

3. Il Sindaco attribuisce ad uno degli Assessori le funzioni di Vice Sindaco,

al fine di assicurare la sua sostituzione in caso di assenza, impedimento o

vacanza per altri motivi.

ART. 49- NOMINA E PREROGATIVE

1.I componenti della Giunta. tra cui un Vice-Sindaco, sono nominati dal

Sindaco che ne dà comunicazione al Consiglio nella seduta successiva alla

elezione.

2. Sindaco può revocare uno o più Assessori dandone motivata

comunicazione al Consiglio.

3.Non possono far parte della Giunta Comunale il coniuge, gli ascendenti e

gli affini fino al terzo grado del Sindaco.

Il Sindaco non può nominare Assessore all’urbanistica o ai lavori pubblici e

all’edilizia chi esercita, nel territorio comunale, la propria attività ~ edilizia

privata e pubblica.

ART. 50 DURATA IN CARICA

1. IL Sindaco e gli Assessori rimangono in carica per cinque anni e fino alla

proclamazione del Sindaco successivo.

ART. 51 - MQZIONE DI SFIDUCIA COSTRUTTIVA

1.Il voto contrario del Consiglio o della Giunta ad una proposta del Sindaco

non comporta le dimissioni dello stesso.

2. Il Sindaco e la rispettiva Giunta cessano dalla carica in caso di

approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla

maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio. La mozione di sfiducia

deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri

assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, viene messa in discussione

non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione al

Segretario Comunale. Se la mozione viene approvata, si procede allo

scioglimento del Consiglio e verrà nominato un Commissario nel rispetto di

quanto previsto dall’art.41 del D.Leg.vo n.267/2000.

ART. 52-IL SINDACO

I .I1 Sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione del Comune.

2. I1 Sindaco rappresenta l’Ente, convoca la Giunta e sovrintende al

funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti. Esercita le

funzioni attribuitegli dalla legge, dal presente Statuto e dai Regolamenti.

sovrintende all’espletamento delle funzioni statali o delegate al Comune. Se

non viene istituito il Presidente, il Consiglio è convocato dal Sindaco.

3. Il Sindaco esercita, altresì, le altre funzioni attribuitegli quale autorità

locale nelle materie previste da specifiche disposizioni di legge.

4. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a

carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili ed urgenti sono

adottate dal Sindaco.

5. Il Sindaco coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal

Consiglio Comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla

Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei

servizi pubblici, nonché d’intesa con i responsabili territorialmente

competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico

degli uffici pubblici al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le

esigenze complessive generali degli utenti.

6.Sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio il Sindaco provvede alla

nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune

presso enti, aziende ed istituzioni.

7.Il Sindaco nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e

definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo

le modalità ed i criteri stabiliti dagli arti. 109 e 110 del D.Leg.vo n.267/2000

e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

8 Per i servizi di competenza pubblica attribuiti al Sindaco si rinvia a quanto

previsto dall’art.54 del D.Leg.vo n.267/2000.

ART. 53-. ATTRIBUZIONI DEL SINDACO NEI SERVIZI DI

COMPETENZA STATALE

1.Il Sindaco, quale ufficiale di governo, sovrintende:

a)alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti

demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva e di statistica;

b) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai

regolamenti in materia di ordine e di sicurezza pubblica;

c)allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di politica giudiziaria

delle funzioni affidategli dalla legge;

d) alla vigilanza su tutto quanto posa interessare la sicurezza e l’ordine

pubblico, informandone il Prefetto.

ART. 54- GIURAMENTO E DISTINTIVO

1.Il Sindaco nella seduta consiliare, dopo la convalida degli eletti, presta

giuramento dinanzi al Consiglio Comunale pronunciando la seguente

formula:

“ Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana”.

2. Il distintivo del Sindaco consiste in una fascia tricolore con lo stemma

della Repubblica e del Comune, da portarsi sulla spalla destra.

ART. 55- DIMISSIONI E DECADENZA

1. .Le dimissioni presentate dal Sindaco diventano efficaci ed irrevocabili

trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al Consiglio

Comunale. In tal caso si procede allo scioglimento del Consiglio con

contestuale nomina di un Commissario.

2.In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del

Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio. Il

Consiglio e la Giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo

Consiglio e del nuovo Sindaco. Sino alle predette elezioni, le funzioni del

Sindaco sono svolte dal Vice-Sindaco.

TITOLO SETTIMO ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA.

ART. 56- PRINCIPI GENERALI

l.Le funzioni dì indirizzo e controllo spettano agli organi elettivi, l’attività

gestionale spetta alla sfera burocratica.

2.Nell’azione amministrativa e nell’organizzazione del lavora e dei servizi,

nel rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente Statuto, nonché di

buon andamento e imparzialità, il Comune assicura il diritto di informazione,

lo snellimento e la semplificazione delle procedure per il miglioramento

dell’organizzazione dei servizi.

ART. 57- ORGAN1ZZAZIONE DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI

1.L’organizzazione degli uffici e dei servizi è informata a criteri di

autonomia, funzionalità ed economicità di gestione e secondo principi di

professionalità e responsabilità.

2.La suddivisione organica delle funzioni in aree di attività, singole o

accorpate, ferma l’ esigenza di salvaguardare l’omogeneità delle attività

stesse, costituisce l’obiettivo da perseguire per condurre ad unità l’indirizzo

politico e l’attività burocratica, in funzione di una maggiore capacità sia di

carattere programmatica che gestionale, garantendo, comunque, le finalità e

gli obiettivi delineati dai contratti collettivi di lavoro in materia di

organizzazione.

ART. 58- IL SEGRETARIO COMUNALE

1.Il Segretario Comunale è nominato e revocato dal Sindaco con le modalità

e criteri stabiliti dalla legge.

2.Il Segretario Comunale svolge funzioni di collaborazione e assistenza

giuridico-amministrativa agli organi comunali in ordine alla conformità

dell’azione amministrativa all’ordinamento giuridico ed, in particolare, alla

Costituzione, alle leggi, al presente Statuto ed ai Regolamenti comunali.

3. Il Segretario Comunale sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei -

responsabili dei servizi e ne coordina l’attività salvo nel caso in cui, ai sensi

delle vigenti norme e con le modalità e i criteri stabiliti nel regolamento, non

sia stato nominato, previa apposita convenzione deliberata dai Consigli

Comunali interessati, un Direttore Generale.

4. Il Sindaco, qualora non ritenga di nominare il Direttore Generale

convenzionandosi con altri Enti, può conferire le relative funzioni al

Segretario Comunale .

5. Il Segretario Comunale inoltre:

a)partecipa alle riunioni del Consiglio e della Giunta e a curare la relativa

verbalizzazione:

b)esprime il parere di cui all’art 49. in relazione alle sue competenze, nel

caso in cui L’ Ente non abbia Responsabili dei servizi;

c) roga tutti i contratti nei quali il Comune è parte ed autenticare scritture

private ed atti unilaterali nell’ interesse del Comune;

d ) esercita ogni altra funzione attribuitagli dalla legge, dai regolamenti e dal

Sindaco.

ART. 59-IL DIRETTORE GENERALE

1. Il Sindaco, previa deliberazione di Giunta Comunale, può nominare un

Direttore Generale al di fuori della dotazione organica e con contratto a

tempo determinato, dopo aver stipulato apposita convenzione tra Comuni le

cui popolazioni assommate raggiungano i 15.000 abitanti.

2.- Quando non risulta stipulata la convenzione per il servizio di direzione

generale, le relative funzioni possono essere conferite dal Sindaco al

Segretario Comunale.

3.Il Direttore Generale predispone il piano esecutivo di gestione ed attua gli

indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ Ente.

4. I1 Direttore Generale sovrintende alle gestioni dell’Ente perseguendo

livelli ottimali di efficienza ed efficacia con i Responsabili dei servizi che

allo stesso tempo rispondono nell’ esercizio delle funzioni loro assegnate.

5.La durata dell’incarico non può eccedere quella del mandato elettorale del

Sindaco che può procedere alla revoca. previa delibera di Giunta Comunale,

nel caso in cui il Direttore Generale non riesca a raggiungere gli obiettivi

fissati o quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della

Giunta.

ART. 60- RESPONSABILI DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI

1.Gli organi politici definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare e

verificano la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle

direttive generali impartite.

2. Ai Responsabili dei servizi sono attribuiti tutti i compiti di attuazione

degli e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo dagli organi politici di

cui al precedente comma 1, secondo le modalità stabilite dal presente

Statuto e dal Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, senza

derogare ai principi stabiliti dal D.leg.vo n. 267/2000.

3. Ai Responsabili dei servizi spetta l’adozione degli atti che impegnano

l’Amministrazione verso l’esterno, nonché la gestione finanziaria. tecnica ed

amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle

risorse strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva

dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.

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Lo Statuto del Comune di Salve
I Regolamenti