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    • Regolamenti e Statuto

      STATUTO DEL COMUNE DI SALVE

      TITOLO PRIMO - PRINCIPI FONDAMENTALI

      ART. 1 - COMUNE DI SALVE

      Il Comune di Salve è ente esponenziale della collettività che vive nel suo

      territorio, ne cura gli interessi nel rispetto dei diritti garantiti in Costituzione.

      2. Il Comune favorisce la cooperazione con gli altri enti locali e le

      istituzioni. secondo i principi costituzionali.

      Il Comune, negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di Salve e con il

      suo gonfalone.

      Il Comune di Salve ha una notevole vocazione turistica dettata dalla

      particolare morfologia del territorio e dalle naturali risorse presenti sullo

      stesso.

      ART. 2- PRINCIPIO DI ADEGUAMENTO COSTITUZIONALE

      1. Il Comune adegua la propria attività ai principi fondamentali della

      Costituzione italiana.

      2. L’autonomia del Comune è tutelata dalla Costituzione.

      ART. 3- PRINCIPIO DI AUTONOMIA

      1. Il Comune esercita la propria autonomia nell’ambito della

      Costituzione e dei principi esplicitamente identificati dalle leggi dello Stato e

      della Regione Puglia.

      2. In particolare, l’autonomia è riferita al Titolo Quinto della

      Costituzione italiana, nonché al T.U. degli enti locali Decreto Legislativo n.

      267 del 2000 e allo Statuto dei diritti del Conribuente contenuto nella Legge

      n. 212 del 2000.

      ART. 4- PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’

      1. Il Comune di Salve opera nel rispetto della sussidiarietà.

      2. Le attività dirette alla produzione di beni e di servizi sono espletate

      dal Comune ove non possano essere più adeguatamente svolte dai privati

      nell’esercizio della loro autonomia.

      3. Gli oneri imposti ai privati devono essere contenuti nella misura

      indispensabile per il perseguimento degli interessi pubblici da tutelare.

      ART. 5- AZIONI POSITIVE

      Il Comune adotta azioni positive per tutelare i soggetti svantaggiati, in

      particolare nel conferimento delle cariche pubbliche e nell’erogazione dei

      servizi pubblici.

      Il Comune promuove forme nuove di organizzazione del lavoro e del tempo

      libero.

      ART. 6- PRINCIPIO DI AUTOTUTELA

      1. L’ attività amministrativa del Comune è informata alla realizzazione

      dei diritti dei cittadini, con la garanzia degli stessi anche attraverso gli

      strumenti dell’ autotutela.

      ART. 7- RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI PUBBLICHE

      Il Comune di Salve favorisce la cooperazione con altre istituzioni pubbliche

      territoriali e funzionali, nonché con l’Università degli Studi di Lecce, per

      l’attuazione di progetti di interesse comune e dì formazione.

      ART. 8- PRINCIPIO DI PARTECIPAZIONE

      1. Il Comune di Salve valorizza il rapporto dei singoli e delle

      formazioni sociali nella gestione e nelle attività sul territorio.

      ART. 9- SISTEMA NORMATIVO

      1. Tutti i Regolamenti del Comune, compresi quelli previsti dalla legge,

      si adeguano, anche ai fini interpretativi, alle disposizioni ed ai principi del

      presente Statuto, oltre che ai principi espressamente indicati dalla legge.

      2. Il Comune di Salve predispone la raccolta ufficiale delle norme

      statutarie e regolamentari.

      3. La pubblicazione degli atti e delle norme del Comune è curata dal

      Segretario Comunale presso l’Albo Pretorio.

      ART.10- SISTEMA ABROGATIVO

      1. Le modificazioni, le integrazioni. l’abrogazione totale o parziale dello

      Statuto sono deliberate dal Consiglio comunale a maggioranza di due terzi

      dei componenti.

      2. Le proposte di abrogazione parziale devono essere accompagnate

      dalla proposta di deliberazione delle nuove disposizioni normative, al fine di

      evitare lacune.

      3. E’ istituita, nei modi stabiliti dal Regolamento del Consiglio, una

      Commissione permanente per l’ adeguamento dello Statuto ai principi di

      nuove leggi, al fine di predisporre le proposte di integrazione o abrogazione

      parziale.

      4.Qualsiasi disposizione statutaria difforme da qualsiasi Regolamento del

      Comune, indipendentemente se precedente o meno al nuovo Statuto, prevale

      sempre e comunque sul Regolamento.

      TITOLO SECONDO - RAPPORTI CON I CITTADINI E

      PARTECIPAZIONE POPOLARE

      ART. 11 - TITOLARI DEI DIRITTI DI PARTECIPAZIONE

      I diritti strumentali agli istituti di partecipazione del presente Titolo possono

      essere esercitati sia in forma associata sia da singoli cittadini,

      indipendentemente dalla residenza, che abbiano compiuto il sedicesimo anno

      di età.

      ART. 12- FORME ASSOCIATIVE

      1. Le forme associative di partecipazione sono disciplinate da apposito

      Regolamento di partecipazione, all’interno di un apposito Albo di

      pubblicazione.

      2. L’Albo deve garantire la pubblicità dei fini. delle attività, della

      consistenza associativa, del bilancio,

      degli organi di rappresentanza.

      3. L’ iscrizione all’ Albo consente alle associazioni di essere informate sulle

      attività del Comune, nelle

      forme disciplinate dal Regolamento di partecipazione.

      4. Le associazioni iscritte all’ Albo possono presentare istanze e

      proposte, nonché partecipare alle consultazioni popolari e agli organismi

      consultivi del Comune.

      ART. 13 - CONSULTAZIONE DELLA POPOLAZIONE

      1. Il Consiglio o la Giunta promuove, anche su richiesta delle

      associazioni di cui al precedente articolo, consultazioni della popolazione o

      di particolari settori di essa su programmi. iniziative e proposte di interesse

      locale.

      Le procedure sono disciplinate dal Regolamento di partecipazione.

      ART. 14- AZIONI POPOLARI, PETIZIONI, INTERPELLO

      1. L’ azione popolare è esercitata nelle forme e nei limiti della legge.

      2. La petizione deve essere sottoscritta da almeno 100 cittadini o da almeno

      tre associazioni di cui al precedente art.. 12, ha per oggetto qualsiasi

      questione di interesse della collettività del Comune ed è indirizzata in forma

      scritta al Sindaco,che la trasmette all’ organo competente per il prosieguo,

      dandone comunicazione all’interessato.

      4. L’interpello del contribuente può essere presentato in forma individuale o

      collettiva ed è indirizzato al Responsabile dell’Ufficio dei tributi, che dovrà

      rispondere nelle forme e nei modi indicati dall’ art.. 11 della Legge n. 212

      del 2000.

      ART. 15 - REFERENDUM

      1. Con la sottoscrizione di almeno un decimo dei cittadini iscritti nelle liste

      elettorali del Comune sono proposti referendum a contenuto consultivo o

      abrogativo o propositivo.

      2. Nessun referendum può essere indetto in materia di bilanci, imposte,

      tariffe, nomine e designazioni, gestione del personale, norme statutarie,

      diritti delle minoranze.

      3. Il Sindaco, prima di indire il referendum, sottopone il quesito referendario

      al giudizio di ammissibilità del Comitato di garanti eletto dal Consiglio

      comunale, con il voto favorevole di due terzi dei componenti.

      4. Il Comitato di garanti è composto da due consiglieri eletti in

      rappresentanza della maggioranza e della minoranza, nonché dal Difensore

      civico.

      5. Il Comitato dura in carica per tutto il mandato del Consiglio comunale.

      6. I referendum possono essere dichiarati inammissibili esclusivamente per

      motivi di legittimità.

      7. Hanno diritto al voto i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune

      nonché i cittadini residenti nel territorio del Comune.

      ART. 16- PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO

      1. Il Comune di Salve applica direttamente la Legge 241 del 1990 e si

      adegua ai principi dello Statuto del Contribuente, di cui alla Legge 212 del

      2000, per la piena realizzazione della partecipazione e dell’autotutela

      nell’esercizio dell’ attività finanziaria e fiscale.

      Il Comune riconosce il diritto di tutti a prendere visione degli atti del

      procedimento, di presentare

      memorie scritte e documenti. di essere ascoltati dal responsabile del

      procedimento.

      ART. 17 - DIRITTO DI ACCESSO E PUBBLICITA’ DEGLI ATTI

      Il Comune garantisce l’applicazione del principio di pubblicità dell’azione

      Amministrativa

      L’attività è disciplinata dal Regolamento per l’accesso.

      Tutti i documenti e tutti gli atti del Comune sono pubblici, ad eccezione di

      quelli riservati per espressa dichiarazione di legge.

      In tal caso, il diniego dovrà indicare esplicitamente per iscritto il riferimento

      legislativo di impedimento.

      5. La pubblicità degli atti e dei documenti previsti dalla legge è assicurata

      nell’Albo pretorio, a cura del Segretario Comunale

      6. Il Comune promuove anche forme di pubblicità degli atti attraverso

      l’informazione e la comunicazione.

      TITOLO TERZO - DIFENSORE CIVICO

      ART. 18- FORMAZIONE DELL’ORGANO

      1. Il Difensore civico è eletto a scrutinio segreto dal Consiglio comunale

      integrato da tre rappresentanti designati dalle associazioni di cui all’art. 12.

      2. La elezione deve essere effettuata entro sei mesi dall’insediamento

      del nuovo Consiglio.

      3. Il Difensore civico è eletto per tutta la durata del Consiglio comunale

      e non è immediatamente rieleggibile.

      4. Per la sua elezione è necessaria la maggioranza qualifìcata dei due

      terzi dei componenti del Consiglio comunale. Se dopo il secondo scrutinio il

      risultato non è conseguito, è eletto colui che otterrà la maggioranza assoluta

      dei voti.

      Può rivestire la carica di Difensore civico, nel rispetto delle condizioni di

      incompatibilità ed ineleggibilità previste dalla legge per i consiglieri

      comunali, colui che, indipendentemente dalla residenza, abbia acquisito

      significative esperienze nella pubblica amministrazione, con comprovate

      competenze tecnico-giuridiche.

      L’incarico di difensore civico è incompatibile con ogni altra carica elettiva

      pubblica.

      Il Difensore civico che intende candidarsi a Sindaco, Consigliere Comunale

      o altre cariche pubbliche comunali, deve dimettersi dall’incarico almeno 6

      mesi dalla data delle elezioni.

      8 .Per l’individuazione dell’ufficio del Difensore civico, il Comune può in

      alternativa:

      procedere secondo quanto disposto dai comma 1,2,3,4,5 dell’art. 18 del

      presente statuto;

      avvalersi di forme associate, o in convenzione, secondo termini e modalità

      concordate con gli altri Enti o Unioni di Comuni.

      ART. 19- FUNZIONI

      1. Il Difensore, d’ufficio o su richiesta di singoli o delle associazioni di

      cui all’ art.12. verifica le ragioni di ritardi, carenze, omissioni, abusi

      dell’amministrazione comunale.

      2. Al Difensore civico non può essere opposto alcun segreto, neppure

      d’ufficio.

      3. Il Difensore civico riferisce sulle verifiche effettuate, alla prima

      seduta utile del Consiglio Comunale.

      Alla seduta consiliare partecipa l’istante o l’associazione che ha promosso

      l’iniziativa del Difensore, con diritto di parola e di replica verso i

      componenti del Consiglio e della Giunta.

      5. Il dibattito in Consiglio comunale si chiude con la votazione di una

      mozione. che può essere presentata anche dallo stesso Difensore civico e può

      avere ad oggetto provvedimenti di autotutela degli uffici comunali

      interessati.

      ART. 20- INDENNITA’

      1. Al Difensore civico è attribuita l’indennità di funzione fissata dal

      Consiglio Comunale. in sede di approvazione del Bilancio annuale di

      previsione.

      ART. 21- REVOCA

      1. il Difensore civico può essere revocato con delibera del Consiglio

      comunale, votata a maggioranza dei due terzi dei componenti.

      TITOLO QUARTO - SERVIZI PUBBLICI LOCALI

      ART. 22- PRINCIPI GENERALI

      1.Il Comune provvede alla gestione dei servizi pubblici che abbiano ad

      oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a

      promuovere lo sviluppo economico e civile, massimizzando la qualità del

      servizio e minimizzandone il costo a carico del contribuente.

      2. Ai medesimi criteri qualitativi devono essere improntate le procedure di

      evidenza pubbliche,espletate per l’affidamento dei servizi.

      ART. 23 DISCREZIONALITA’ DEL CONSIGLIO COMUNALE

      1.Il Consiglio comunale ha facoltà di assumere, con delibera a maggioranza

      semplice, un’attività che ritiene qualificabile come pubblico servizio, nel

      rispetto della legge, motivandola sulla base degli interessi della collettività e

      comparandola con altre esigenze dell’ente e con le risorse finanziarie

      disponibili.

      ART. 24- SERVIZI PUBBLICI OFFERTI

      1.Il Comune si impegna a garantire i seguenti servizi:

      - trasporto alunni scuola materna (a richiesta);

      - mensa alunni scuola materna (a richiesta);

      - assistenza domiciliare agli anziani (a richiesta);

      - illuminazione pubblica e impianti semaforici;

      - impianti sportivi;

      - impianti cimiteriali, illuminazione votiva;

      - raccolta, conferimento e smaltimento rifiuti solidi urbani;

      - raccolta differenziata di carta. plastica. alluminio, pile esaurite e farmaci

      scaduti;

      - mercati pubblici settimanali. stagionali e fiere;

      - pubbliche affissioni;

      - accertamento e riscossione tributi.

      ART. 25- TUTELA DELL’UTENTE

      1.Tutti i servizi offerti dal Comune devono garantire l’affidamento del

      cittadino utente ed essere improntati alla trasparenza dell’azione

      amministrativa.

      2.I diritti dell’utente devono essere garantiti sia nel caso di gestione indiretta

      del servizio sta nel caso di gestione associata con altri Comuni.

      3.Il Consiglio comunale adotta a maggioranza assoluta la Carta dei diritti

      dell’utente dei Servizi.

      4.Le procedure concorsuali seguite per l’affidamento del servizio devono

      attestare la documentata garanzia dei diritti dell’Utente da parte

      dell’affidatario.

      TITOLO QUINTO - FINANZA E CONTABILITA’

      ART. 26- DEMANIO E PATRIMONIO

      1.I beni comunali si distinguono in beni demaniali e patrimoniali.

      2.I terreni soggetti agli usi civici sono regolati dalle leggi speciali che

      regolano la materia.

      3. Il Comune adotta un regolamento per gestire ed utilizzare i beni

      comunali.

      ART. 27- TRIBUTI COMUNALI

      1.Nell’ambito della Costituzione, la legge riconosce al Comune autonomia

      finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.

      2. Nell’ ambito della legge è riconosciuta, altresì, potestà impositiva

      autonoma nel campo delle imposte e delle tariffe.

      ART. 28 - ENTRATE DEL COMUNE

      1. Le entrate del Comune sono costituite:

      a) da imposte proprie;

      b) da addizionali e compartecipazione ad imposte erariali e regionali:

      c) da tasse e diritti per servizi pubblici:

      d) da trasferimenti erariali:

      e) da trasferimenti regionali;

      f) da altre entrate proprie, anche di natura patrimoniale:

      g) da risorse per investimenti:

      h) da ulteriori eventuali entrate previste nel regolamento di contabilità;

      i) da eventuali specifici contributi per fronteggiare situazioni eccezionali.

      2.Le entrate proprie sono rivolte a finanziare i servizi pubblici necessari per

      lo sviluppo della comunità ed a integrare la contribuzione erariale per

      l’erogazione dei servizi pubblici indispensabili.

      3.I trasferimenti erariali devono, essere rivolti a garantire i servizi locali

      indispensabili.

      ART. 29- DIRITTI DEI CONTRIBUENTI

      1.Il Consiglio comunale, nel rispetto di quanto dettato dallo Statuto dei diritti

      del Contribuente di cui alla Legge n.212/2000 ed in particolare per i tributi

      locali, adotta a maggioranza assoluta un apposito Regolamento per

      disciplinare aspetti procedurali ed organizzativi delle attività in materia di

      tributi locali, al fine di assicurare i diritti dei contribuenti.

      2.Il regolamento dovrà individuare e disciplinare in particolare:

      - modi, tempi e strumenti di informazione dei cittadino che siano idonei ad

      assicurare l’ effettiva conoscenza di atti ed iniziative a lui destinate:

      - attività, iniziative e strumenti di comunicazione a sostegno di contribuenti

      sprovvisti di conoscenze tributarie;

      - procedure agevoli per semplificare gli adempimenti;

      - procedure semplici e trasparenti. per favorire e risolvere le istanze di

      interpello.

      ART. 30- BILANCIO E PROGRAMMAZIONE

      1. L’ ordinamento finanziario e contabile del Comune è disciplinato dalla

      legge.

      2. Entro la data prevista dal Regolamento di contabilità, la Giunta propone al

      Consiglio Comunale il bilancio di previsione per l’anno successivo.

      3. Il bilancio di previsione è corredato dal bilancio pluriennale di durata pari

      a quella della Regione Puglia, da una relazione previsionale e programmatica

      che copra un periodo pari a quello dei bilancio pluriennale e dai documenti

      di cui all’art. 172 del D.Leg.vo n.267/2000.

      4. Il Consiglio Comunale delibera il bilancio di previsione per l’anno

      successivo, osservando i principi dell’universalità, dell’integrità e del

      pareggio economico e finanziario, entro e non oltre il 31 dicembre di ogni

      anno, fatte salve le eventuali proroghe disciplinate dalla legge.

      5. I bilanci degli Enti, delle aziende ed istituzioni dipendenti dal Comune

      vengono discussi ed approvati contemporaneamente al bilancio e allegati ad

      esso.

      6. Nel regolamento di contabilità vengono disciplinate le norme relative

      alla contabilità generale.

      ART. 31 - CONTO CONSUNTIVO

      1.Entro il 30 giugno di ogni anno la Giunta propone al Consiglio Comunale

      il conto consuntivo dell’esercizio finanziario dell’anno precedente.

      2.I risultati di gestione devono essere rilevati mediante contabilità economica

      e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio e il conto del

      patrimonio.

      3.Al conto consuntivo è allegata una relazione della Giunta che esprime le

      valutazioni di efficacia dell’ azione condotta sulla base dei risultati

      conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti.

      4. Al conto consuntivo è allegata, altresì, la relazione del collegio dei

      revisori che attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze di

      gestione.

      5.I conti consuntivi degli enti, aziende ed istituzioni dipendenti dal Comune

      vengono discussi ed approvati contemporaneamente al conto consuntivo del

      Comune e allegati ad esso.

      ART. 32- REVISORI DEI CONTI

      1.Il Consiglio Comunale elegge, a maggioranza assoluta, il Revisore dei

      conti. prescelto in conformità a quanto disposto dall’art.234 del D.Leg.vo

      n.267/2000.

      2.I1 Revisore dei conti dura in carica tre anni ed é rieleggibile per una sola

      volta. Non è revocabile, salvo che non adempia, secondo le norme di legge,

      di statuto e di regolamento, al suo incarico.

      3.Il Revisore dei conti collabora con il Consiglio Comunale nella sua

      funzione di controllo e di indirizzo. Esercita la vigilanza sulla regolarità

      contabile e finanziaria della gestione e attesta la corrispondenza del

      rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione che

      accompagna la proposta di deliberazione consiliare del rendiconto del

      bilancio.

      4.Per l’esercizio delle sue funzioni il Revisore ha diritto di accesso agli atti e

      documenti dell’Ente.

      5.Il Revisore dei conti adempie al suo dovere con diligenza del mandatario e

      rispondendo della verità delle sue attestazioni. Ove riscontri gravi

      irregolarità nella gestione dell’Ente, ne riferisce immediatamente al

      Consiglio Comunale.

      ART. 33- NORMA TRANSITORIA

      1. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente Statuto, il Comune

      adegua le disposizioni del Regolamento di contabilità, fatto salvo quanto

      previsto dall’ art. 10. comma 4.

      TITOLO SESTO- ORGANI DEL COMUNE

      ART. 34- IDENTIFICAZIONE

      Gli organi istituzionali del Comune sono:

      a) il Consiglio Comunale;

      b) la Giunta Comunale;

      c) il Sindaco.

      ART. 35 – IL CONSIGLIO COMUNALE

      1.Il Consiglio Comunale è un organo di indirizzo, di programmazione e di

      controllo politico-amministrativo.

      2. Il Consiglio Comunale è affiancato da un Consiglio dei ragazzi,

      disciplinato dal Regolamento consiliare.

      ART. 36- ELEZIONI E DURATA

      1 .Il Consiglio Comunale é eletto secondo le nonne stabilite dalla legge dello

      Stato.

      2.La durata, il numero dei Consiglieri e la loro posizione giuridica sono

      regolate dalle leggi.

      3.Salvo il caso di sospensione e scioglimento, il Consiglio Comunale dura in

      carica sino all’elezione del nuovo, limitandosi dopo la pubblicazione del

      decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed

      improrogabili.

      4.La legge stabilisce i casi di scioglimento del Consiglio Comunale.

      ART. 37- PREROGATIVE DEI CONSIGLIERI

      1.I Consiglieri entrano in carica all’ atto della proclamazione ovvero, in caso

      di surrogazione. non appena il Consiglio Comunale adotta la relativa

      deliberazione.

      2.Essi hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla

      deliberazione del Consiglio.

      3.Hanno diritto di formulare interrogazioni. interpellanze e mozioni.

      4.Hanno. inoltre, il diritto di ottenere dagli uffici del Comune, dalle aziende

      ed enti dipendenti dal Comune stesso. tutte le notizie ed informazioni in loro

      possesso ed utili all’espletamento del mandato.

      5.1 diritti stabiliti nei precedenti commi si esercitano con le modalità ed i

      limiti previsti specificatamente dalla legge. dallo statuto e dal relativo

      regolamento.

      6.I Consiglieri Comunali hanno il dovere di intervenire nelle sedute del

      Consiglio e di partecipare ai lavori delle Commissioni delle quali fanno

      parte.

      7.Ogni lista che ha partecipato alle consultazioni elettorali ha diritto,

      indipendentemente dal numero di Consiglieri eletti, al capogruppo; nelle

      more della designazione dei Capi Gruppo questi sono individuati nei

      Consiglieri, non componenti della Giunta, che abbiano riportato il maggior

      numero di voti per ogni lista. I Consiglieri possono costituirsi in gruppi

      secondo quanto previsto dal regolamento sul funzionamento del Consiglio

      Comunale.

      8. Tra i Consiglieri proclamati assume la qualifica di Consigliere Anziano

      colui che ha ottenuto più voti sommando a quelli di lista le relative

      preferenze.

      9.Le indennità dei Consiglieri sono stabilite dalla legge.

      ART. 38 - - CESSAZIONE DALLA CARICA DI CONSIGLIERE

      1.I Consiglieri Comunali cessano dalla carica, oltre che nei casi di morte e di

      scadenza naturale o eccezionale del mandato, per decadenza e dimissioni.

      2.I Consiglieri Comunali che non intervengono per cinque volte consecutive

      alle sedute consiliari. senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con

      deliberazione del Consiglio Comunale. A tale riguardo il Sindaco o il

      Presidente del Consiglio a seguito dell’ avvenuto accertamento dell’assenza

      maturata da parte dei Consigliere interessato, provvede con comunicazione,

      ai sensi dell’art. 7 della Legge 7 agosto 1990. n.241, a comunicargli l’avvio

      del procedimento amministrativo. Il Consigliere ha facoltà di far valere le

      cause giustificative delle assenze, nonché a fornire al Sindaco o al Presidente

      del Consiglio eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella

      comunicazione scritta, che non può essere superiore ai venti giorni,

      decorrenti dalla data del ricevimento. Scaduto quest’ultimo termine, il

      Consiglio Comunale esamina ed infine delibera tenuto adeguatamente conto

      delle cause giustificative presentate dal Consigliere interessato.

      3 La decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale a norma del

      regolamento interno, anche nel caso in cui ricorrano impedimenti,

      incompatibilità o incapacità contemplate dalla legge.

      4.Le dimissioni dalla carica di Consigliere sono indirizzate al Consiglio e

      devono essere assunte immediatamente al protocollo del Comune secondo

      l’ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano

      di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Il Consiglio, entro e non

      oltre dieci giorni procede alla surroga dei Consiglieri dimissionari, con

      separata votazione, seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale

      risulta dal protocollo. Non si procede alla surroga ove ricorrono i presupposti

      per lo scioglimento del Consiglio ai sensi dell’art.141 del D.leg.vo n.

      267/2000.

      5.Le dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché

      contemporaneamente presentate al protocollo del Comune, dalla metà più

      uno dei Consiglieri assegnati al Comune, escluso il Sindaco, comportano la

      cessazione dalla carica e lo scioglimento del Consiglio.

      ART. 39 - PRESIDENTE E VICE-PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

      COMUNALE

      I .Nella prima seduta il Consiglio Comunale neo- eletto, a maggioranza

      assoluta. decide l’istituzione del Presidente del Consiglio. Qualora detto

      organo viene istituito si procede all’elezione.

      2.L’elezione avviene a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta di voti

      dei Consiglieri assegnati al Comune. Qualora alla prima votazione nessun

      Consigliere abbia raggiunto la predetta maggioranza si procede a nuova

      votazione nella stessa seduta e risulta eletto il Consigliere che ha riportato il

      maggior numero di voti. A parità di voti si intende eletto il più anziano di

      età.

      3.L’elezione del Vice-Presidente ha luogo con votazione separata subito

      dopo l’elezione del Presidente, secondo le modalità previste dai precedenti

      commi.

      4.Il Presidente ed il Vice-Presidente restano in carica per l’intera durata del

      mandato del Consiglio.

      5 .In caso di assenza o impedimento temporaneo del Presidente e del Vice-

      Presidente, le funzioni saranno svolte dal Consigliere anziano.

      6.Il Presidente del Consiglio Comunale rappresenta l’intero Consiglio

      Comunale, ne tutela la dignità del ruolo e assicura l’esercizio delle funzioni

      allo stesso attribuite dalla legge e dallo Statuto. In particolare dirige i

      dibattiti, fa osservare il regolamento, concede la parola, giudica della

      ricevibilità delle proposte, annuncia il risultato delle votazioni con

      l’assistenza di due scrutatori da lui scelti, uno della maggioranza e uno della

      minoranza, assicura l’ordine della seduta e la regolarità della discussione,

      può sospendere e sciogliere la seduta ed ordinare l’espulsione dall’ aula dei

      Consiglieri che reiteratamente violino il regolamento e di chiunque del

      pubblico sia causa di disturbo al regolare svolgimento dei lavori e

      dell’attività del Consiglio.

      7. Al Presidente del Consiglio sono attribuiti, tra gli altri, i poteri di

      convocazione e direzione dei lavori e dell’attività del Consiglio.

      8.Il Presidente promuove i rapporti del Consiglio Comunale con il Sindaco,

      la Giunta , il Collegio dei Revisori dei Conti e gli altri organi cui il Comune

      partecipa. Assicura, inoltre, una adeguata e tempestiva informazione ai

      gruppi consiliari ed ai singoli Consiglieri sulle questioni da sottoporre al

      Consiglio.

      9.I1 Presidente entro il termine di trenta giorni dalla seduta di convalida

      degli eletti, è tenuto a riunire il Consiglio per la definizione dei criteri

      per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti,

      aziende ed istituzioni, nonché la nomina dei rappresentanti del Consiglio

      presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla

      legge.

      10.Il Presidente ed il Vice-Presidente del Consiglio cessano dalla carica in

      caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale

      dalla maggioranza assoluta. La mozione deve essere sottoscritta da almeno

      2/5 dei Consiglieri assegnati e viene messa in discussione non prima di 10 gg

      e non oltre 30 gg. dalla sua presentazione al protocollo del Comune; ove

      respinta, potrà essere ripresentata non prima di tre mesi. La proposta è

      presentata al Segretario Comunale, che la trasmette entro 24 ore al Vice-

      Presidente, dandone contestuale comunicazione all’interessato ed al Sindaco.

      11. La Giunta Comunale individua, con apposita deliberazione, la sede dell’

      ufficio ed assegna il personale e i mezzi necessari alla funzione del

      Presidente del Consiglio.

      ART. 40- PRIMA ADUNANZA E CONVOCAZIONE

      1. La prima seduta del Consiglio Comunale, susseguente alle elezioni

      amministrative, è convocata e presieduta dal Sindaco neo eletto entro il

      perentorio termine di dieci gorni dalla proclamazione degli eletti e deve

      tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione. In caso di

      inosservanza dell’ obbligo di convocazione provvede il Prefetto in via

      sostitutiva.

      2. In tale seduta, il Consiglio Comunale, subito dopo la convalida degli eletti,

      riceve la comunicazione della nomina dei componenti la Giunta Comunale.

      3. Il Consiglio Comunale nella prima seduta elegge, tra i propri componenti,

      la Commissione Elettorale Comunale ai sensi dell’ art. 12 del D.P.R. 20

      marzo 1967. n.223.

      4.Nella stessa seduta si procede alla eventuale istituzione ed elezione del

      Presidente e del Vice-Presidente del Consiglio con le modalità previste nell’

      articolo precedente.

      ART. 41- LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO

      1. Entro il termine di sessanta giorni, decorrenti dalla data dell’ avvenuto

      insediamento del Consiglio Comunale, sono presentate da parte del Sindaco,

      sentita la Giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da

      realizzare durante il mandato politico-amministrativo.

      2. Ciascun Consigliere ha il pieno diritto di intervenire nella definizione

      delle linee programmatiche proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le

      modifiche mediante presentazione di appositi emendamenti, nelle modalità

      indicate nel regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.

      3. Con cadenza almeno annuale, non oltre il 30 settembre, il Consiglio

      provvede a verificare l’attuazione delle linee programmatiche, da parte del

      Sindaco e dei rispettivi Assessori. E’ facoltà del Consiglio provvedere ad

      integrare, nel corso del mandato, le linee programmatiche, sulla base delle

      esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.

      4.Al termine del mandato politico-amministrativo, il Sindaco informa

      l’organo consiliare sullo stato di attuazione delle linee programmatiche.

      ART. 42-CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

      1.Il Consiglio Comunale è convocato dal Sindaco (in caso di istituzione del

      Presidente del Consiglio da quest’ultimo) che stabilisce l’ordine del giorno

      della seduta.

      2. Ai fini della convocazione sono sessioni ordinarie le sedute in cui si

      discutono il conto consuntivo e il bilancio di previsione annuale e

      pluriennale. Tutte le altre sono straordinarie ed urgenti secondo le nonne del

      regolamento consiliare.

      3.Il Consiglio è convocato in sessione straordinaria dal Sindaco (in caso di

      istituzione del Presidente del Consiglio da quest’ultimo). ovvero su richiesta

      di un quinto dei Consiglieri m carica. In quest’ ultimo caso l’adunanza deve

      essere tenuta entro venti giorni dalla data in cui è pervenuta la richiesta, con

      1inserimento all’ordine del giorno delle questioni proposte.

      4. In caso di urgenza la convocazione può aver luogo con preavviso di

      almeno ventiquattro ore, garantendo l’ apertura degli uffici per la

      consultazione degli atti.

      ART. 43- ADUNANZE E DELIBERAZIONI

      1.I1 quorum strutturale per la validità delle sedute consiliari non può essere

      inferiore alla metà, senza computare a tal fine il Sindaco, dei consiglieri

      assegnati per legge all’Ente.

      2.Nella seconda convocazione, che dovrà aver luogo in un altro giorno. per

      la validità dell’adunanza è sufficiente l’intervento ai almeno quattro

      Consiglieri.

      3.Le deliberazioni sono valide se adottate a maggioranza assoluta dei volanti,

      salvo il caso in cui sia richiesta una maggioranza qualifìcata.

      4.Le adunanze consiliari sono pubbliche salvo i casi previsti dal

      regolamento.

      5.Le votazioni hanno luogo con voto palese, salvo i casi in cui il

      regolamento stabilisce la votazione segreta.

      6.IL regolamento interno disciplina, per quanto non previsto dalla legge e dal

      presente statuto, i criteri di verifica del numero legale e il calcolo della

      maggioranza per l’adozione delle deliberazioni.

      7. Alle sedute consiliari partecipa di diritto il Segretario Comunale, che

      svolge le funzioni attribuitegli dalla legge, dal presente statuto e dai

      regolamenti.

      ART. 44 - SURROGAZIONE E SUPPLENZA DEI CONSIGLIERI

      COMUNALI

      1. Nei Consigli Comunali il seggio che durante il quinquennio rimanga

      vacante per qualsiasi causa., anche se sopravvenuta, è attribuito al candidato

      che nella medesima lista segue immediatamente l’ultimo eletto.

      4. Nel caso di sospensione di un Consigliere, ai sensi dell’art. 59 del D.

      Leg.vo n.267/2000, il Consiglio nella prima adunanza successiva alla

      notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea

      sostituzione affidando la supplenza per l’ esercizio delle funzioni di

      Consigliere al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il

      maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della

      sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione

      del comma 1.

      ART. 45 - - COMMISSIONI CONSILIARI

      1.Il regolamento del Consiglio Comunale determina poteri, composizione e

      organizzazione delle commissioni consiliari permanenti, assicurando, in ogni

      caso, la presenza di tutti i gruppi consiliari nel rispetto della rappresentanza

      proporzionale.

      2.La presidenza delle commissioni aventi funzioni di controllo e garanzia

      viene attribuita ai Consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.

      3 .Le commissioni, nell’ ambito delle materie di propria competenza,

      svolgono, in particolare, l’esame preliminare sulle proposte di regolamenti e

      di deliberazioni del Consiglio Comunale.

      4. Le commissioni deliberano a maggioranza, purché sia presente almeno la

      metà dei componenti.

      5.Possono essere costituite commissioni di indagine sull’attività

      dell’amministrazione. I poteri, la composizione ed il funzionamento delle

      suddette commissioni sono disciplinati dal regolamento consiliare.

      ART. 46- LA GIUNTA COMUNALE

      l.. La Giunta Comunale è l’organo esecutivo del Comune con competenza

      generale.

      2.Esercita funzioni di promozione. di iniziativa e di attuazione degli indirizzi

      generali.

      ART. 47- ATTRIBUZIONI DELLA GIUNTA

      1.La Giunta collabora con il Sindaco nell’ amministrazione del Comune e

      compie gli atti che, ai sensi di legge e del presente statuto. non siano riservati

      al Consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al Sindaco, al

      Segretario Comunale, al Direttore Generale e ai Responsabili dei servizi.

      2.La Giunta opera in modo collegiale, dà attuazione agli indirizzi generali

      espressi dal Consiglio e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti

      dello stesso.

      3.La Giunta, in particolare, nell’esercizio delle attribuzioni di governo e

      delle funzioni organizzative:

      a ) approva i progetti. i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non

      comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non siano

      riservati dalla leggi o dal regolamento di contabilità ai responsabili dei

      servizi comunali;

      b) elabora le linee di indirizzo e predispone le proposte di provvedimenti da

      sottoporre alle determinazioni del Consiglio;

      c) approva il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi nel

      rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio;

      d) fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum e costituisce

      l’ufficio comunale per le elezioni, cui è rimesso l’accertamento della

      regolarità del procedimento;

      e) esercita , previa determinazione dei costi e individuazione dei mezzi,

      funzioni delegate dalla Provincia, Regione e Stato quando non

      espressamente attribuite dalla legge e dal presente statuto ad altro organo;

      f)autorizza la sottoscrizione degli accordi decentrati;

      g)decide in ordine alle controversie sulle competenze funzionali che

      potrebbero sorgere fra gli organi gestionali dell’Ente;

      h)fissa. ai sensi del Regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli

      standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell

      ‘apparato. sentito il Direttore Generale:

      i)determina, sentiti i Revisori dei Conti, i misuratori e i modem di

      rilevazione del controllo interno di gestione;

      l)approva il PEG su proposta del Direttore Generale.

      ART. 48- COMPOSIZIONE DELLA GIUNTA

      1. La Giunta è composta dal Sindaco, che la presiede, da un numero

      massimo di sei Assessori. di cui due massimo possono essere nominati all’

      esterno del Consiglio Comunale, tra persone che non siano state candidate

      nell’ultima competizione elettorale. Il Sindaco determinerà il numero nel

      rispetto del limite massimo prefissato.

      2. Gli Assessori esterni partecipano alle sedute del Consiglio e intervengono

      nella discussione ma non hanno diritto al voto.

      3. Il Sindaco attribuisce ad uno degli Assessori le funzioni di Vice Sindaco,

      al fine di assicurare la sua sostituzione in caso di assenza, impedimento o

      vacanza per altri motivi.

      ART. 49- NOMINA E PREROGATIVE

      1.I componenti della Giunta. tra cui un Vice-Sindaco, sono nominati dal

      Sindaco che ne dà comunicazione al Consiglio nella seduta successiva alla

      elezione.

      2. Sindaco può revocare uno o più Assessori dandone motivata

      comunicazione al Consiglio.

      3.Non possono far parte della Giunta Comunale il coniuge, gli ascendenti e

      gli affini fino al terzo grado del Sindaco.

      Il Sindaco non può nominare Assessore all’urbanistica o ai lavori pubblici e

      all’edilizia chi esercita, nel territorio comunale, la propria attività ~ edilizia

      privata e pubblica.

      ART. 50 DURATA IN CARICA

      1. IL Sindaco e gli Assessori rimangono in carica per cinque anni e fino alla

      proclamazione del Sindaco successivo.

      ART. 51 - MQZIONE DI SFIDUCIA COSTRUTTIVA

      1.Il voto contrario del Consiglio o della Giunta ad una proposta del Sindaco

      non comporta le dimissioni dello stesso.

      2. Il Sindaco e la rispettiva Giunta cessano dalla carica in caso di

      approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla

      maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio. La mozione di sfiducia

      deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri

      assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, viene messa in discussione

      non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione al

      Segretario Comunale. Se la mozione viene approvata, si procede allo

      scioglimento del Consiglio e verrà nominato un Commissario nel rispetto di

      quanto previsto dall’art.41 del D.Leg.vo n.267/2000.

      ART. 52-IL SINDACO

      I .I1 Sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione del Comune.

      2. I1 Sindaco rappresenta l’Ente, convoca la Giunta e sovrintende al

      funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti. Esercita le

      funzioni attribuitegli dalla legge, dal presente Statuto e dai Regolamenti.

      sovrintende all’espletamento delle funzioni statali o delegate al Comune. Se

      non viene istituito il Presidente, il Consiglio è convocato dal Sindaco.

      3. Il Sindaco esercita, altresì, le altre funzioni attribuitegli quale autorità

      locale nelle materie previste da specifiche disposizioni di legge.

      4. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a

      carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili ed urgenti sono

      adottate dal Sindaco.

      5. Il Sindaco coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal

      Consiglio Comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla

      Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei

      servizi pubblici, nonché d’intesa con i responsabili territorialmente

      competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico

      degli uffici pubblici al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le

      esigenze complessive generali degli utenti.

      6.Sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio il Sindaco provvede alla

      nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune

      presso enti, aziende ed istituzioni.

      7.Il Sindaco nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e

      definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo

      le modalità ed i criteri stabiliti dagli arti. 109 e 110 del D.Leg.vo n.267/2000

      e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

      8 Per i servizi di competenza pubblica attribuiti al Sindaco si rinvia a quanto

      previsto dall’art.54 del D.Leg.vo n.267/2000.

      ART. 53-. ATTRIBUZIONI DEL SINDACO NEI SERVIZI DI

      COMPETENZA STATALE

      1.Il Sindaco, quale ufficiale di governo, sovrintende:

      a)alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti

      demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva e di statistica;

      b) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai

      regolamenti in materia di ordine e di sicurezza pubblica;

      c)allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di politica giudiziaria

      delle funzioni affidategli dalla legge;

      d) alla vigilanza su tutto quanto posa interessare la sicurezza e l’ordine

      pubblico, informandone il Prefetto.

      ART. 54- GIURAMENTO E DISTINTIVO

      1.Il Sindaco nella seduta consiliare, dopo la convalida degli eletti, presta

      giuramento dinanzi al Consiglio Comunale pronunciando la seguente

      formula:

      “ Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana”.

      2. Il distintivo del Sindaco consiste in una fascia tricolore con lo stemma

      della Repubblica e del Comune, da portarsi sulla spalla destra.

      ART. 55- DIMISSIONI E DECADENZA

      1. .Le dimissioni presentate dal Sindaco diventano efficaci ed irrevocabili

      trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al Consiglio

      Comunale. In tal caso si procede allo scioglimento del Consiglio con

      contestuale nomina di un Commissario.

      2.In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del

      Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio. Il

      Consiglio e la Giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo

      Consiglio e del nuovo Sindaco. Sino alle predette elezioni, le funzioni del

      Sindaco sono svolte dal Vice-Sindaco.

      TITOLO SETTIMO ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA.

      ART. 56- PRINCIPI GENERALI

      l.Le funzioni dì indirizzo e controllo spettano agli organi elettivi, l’attività

      gestionale spetta alla sfera burocratica.

      2.Nell’azione amministrativa e nell’organizzazione del lavora e dei servizi,

      nel rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente Statuto, nonché di

      buon andamento e imparzialità, il Comune assicura il diritto di informazione,

      lo snellimento e la semplificazione delle procedure per il miglioramento

      dell’organizzazione dei servizi.

      ART. 57- ORGAN1ZZAZIONE DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI

      1.L’organizzazione degli uffici e dei servizi è informata a criteri di

      autonomia, funzionalità ed economicità di gestione e secondo principi di

      professionalità e responsabilità.

      2.La suddivisione organica delle funzioni in aree di attività, singole o

      accorpate, ferma l’ esigenza di salvaguardare l’omogeneità delle attività

      stesse, costituisce l’obiettivo da perseguire per condurre ad unità l’indirizzo

      politico e l’attività burocratica, in funzione di una maggiore capacità sia di

      carattere programmatica che gestionale, garantendo, comunque, le finalità e

      gli obiettivi delineati dai contratti collettivi di lavoro in materia di

      organizzazione.

      ART. 58- IL SEGRETARIO COMUNALE

      1.Il Segretario Comunale è nominato e revocato dal Sindaco con le modalità

      e criteri stabiliti dalla legge.

      2.Il Segretario Comunale svolge funzioni di collaborazione e assistenza

      giuridico-amministrativa agli organi comunali in ordine alla conformità

      dell’azione amministrativa all’ordinamento giuridico ed, in particolare, alla

      Costituzione, alle leggi, al presente Statuto ed ai Regolamenti comunali.

      3. Il Segretario Comunale sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei -

      responsabili dei servizi e ne coordina l’attività salvo nel caso in cui, ai sensi

      delle vigenti norme e con le modalità e i criteri stabiliti nel regolamento, non

      sia stato nominato, previa apposita convenzione deliberata dai Consigli

      Comunali interessati, un Direttore Generale.

      4. Il Sindaco, qualora non ritenga di nominare il Direttore Generale

      convenzionandosi con altri Enti, può conferire le relative funzioni al

      Segretario Comunale .

      5. Il Segretario Comunale inoltre:

      a)partecipa alle riunioni del Consiglio e della Giunta e a curare la relativa

      verbalizzazione:

      b)esprime il parere di cui all’art 49. in relazione alle sue competenze, nel

      caso in cui L’ Ente non abbia Responsabili dei servizi;

      c) roga tutti i contratti nei quali il Comune è parte ed autenticare scritture

      private ed atti unilaterali nell’ interesse del Comune;

      d ) esercita ogni altra funzione attribuitagli dalla legge, dai regolamenti e dal

      Sindaco.

      ART. 59-IL DIRETTORE GENERALE

      1. Il Sindaco, previa deliberazione di Giunta Comunale, può nominare un

      Direttore Generale al di fuori della dotazione organica e con contratto a

      tempo determinato, dopo aver stipulato apposita convenzione tra Comuni le

      cui popolazioni assommate raggiungano i 15.000 abitanti.

      2.- Quando non risulta stipulata la convenzione per il servizio di direzione

      generale, le relative funzioni possono essere conferite dal Sindaco al

      Segretario Comunale.

      3.Il Direttore Generale predispone il piano esecutivo di gestione ed attua gli

      indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ Ente.

      4. I1 Direttore Generale sovrintende alle gestioni dell’Ente perseguendo

      livelli ottimali di efficienza ed efficacia con i Responsabili dei servizi che

      allo stesso tempo rispondono nell’ esercizio delle funzioni loro assegnate.

      5.La durata dell’incarico non può eccedere quella del mandato elettorale del

      Sindaco che può procedere alla revoca. previa delibera di Giunta Comunale,

      nel caso in cui il Direttore Generale non riesca a raggiungere gli obiettivi

      fissati o quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della

      Giunta.

      ART. 60- RESPONSABILI DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI

      1.Gli organi politici definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare e

      verificano la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle

      direttive generali impartite.

      2. Ai Responsabili dei servizi sono attribuiti tutti i compiti di attuazione

      degli e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo dagli organi politici di

      cui al precedente comma 1, secondo le modalità stabilite dal presente

      Statuto e dal Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, senza

      derogare ai principi stabiliti dal D.leg.vo n. 267/2000.

      3. Ai Responsabili dei servizi spetta l’adozione degli atti che impegnano

      l’Amministrazione verso l’esterno, nonché la gestione finanziaria. tecnica ed

      amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle

      risorse strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva

      dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.

      Conteggio articoli:
      2
    • Bandi e Concorsi
      Conteggio articoli:
      37
    • Salvestate
      Con "SalvEstate", le manifestazioni dell'estate salvese, l'Amministrazione Comunale ha voluto proporre ogni anno itinerari e soste lungo il nostro litorale.

      Il mare e' divenuto cosi' una occasione d'incontro contribuendo ad arricchire la vacanza estiva e ad avvicinare ulteriormente il turista alla nostra terra.

      Il fitto calendario di spettacoli musicali, teatrali, culturali e popolari e' stato realizzato ogni anno con la collaborazione di alcuni enti, ma soprattutto con la collaborazione degli operatori turistici e dei cittadini salvesi.
      Conteggio articoli:
      20
    • Storia e Cultura

      Le acque cristalline, le dune di sabbia finissima, i fantastici tramonti. E poi la campagna circo-stante, con le caratteristiche pajare e i profumi dell’origano, del timo e del finocchio selvatico. Tante sensazioni forti ed intense, che in questo angolo di Salento non finiscono proprio mai. Salve è anche un affascinante approdo per gli storici e gli amanti del passato. Il Feudo del Fano cela una grossa fetta della conoscenza del Salento: nella Grotta Montani, sulla collina Spigolizzi, sono stati scoperti resti del Pleistocene; nel sito messapico della Chiusa, che reca ancora resti delle mura ciclopiche larghe sino ad otto metri e alte quattro che cingevano l’abitato, è stato portato alla luce un villaggio dell’Età del bronzo. E poi, una cripta basiliana, lo scenografico Palazzi Ceuli, con la sua scala barocca, il frantoio ipogeo Le Trappite del 1601 e tante altre affascinanti bellezze nascoste.Il borgo antico di Salve è zeppo di bellezze artistiche. Tra le tante si segnalano: la Torre dei Montano, del 1563, con le caratteristiche garitte e feritoie; la Chiesa in stile gotico di San Nicola Magno, che contiene all’interno un organo costruito nel 1658 da Giovanni Battista Olgiati; Palazzo Ramirez, con le volte affrescate e una loggia finemente decorata al piano nobile. Fuori dal centro abitato la Masseria dei Fani e, a Torre Pali, la caratteristica torre circondata dal mare.

      Salve è su wikipedia all'indirizzo: http://it.wikipedia.org/wiki/Salve

      Conteggio articoli:
      6
    • Notizie da Salve
      Conteggio articoli:
      31
    • Consigli Comunali in streaming
       
      Conteggio articoli:
      25
    • Servizi on line
      Conteggio articoli:
      4
    • Amministrazione Trasparente
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      0
      • Disposizioni generali
        Conteggio articoli:
        0
        • Oneri informativi per cittadini e imprese
          Sezione relativa agli oneri informativi per cittadini e imprese, come indicato all'art. 34, c. 1,2 del d.lgs. 33/2013

          Trasparenza degli oneri informativi

          1. I regolamenti ministeriali o interministeriali, nonché i provvedimenti amministrativi a carattere generale adottati dalle amministrazioni dello Stato per regolare l'esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori, nonché l'accesso ai servizi pubblici ovvero la concessione di benefici, recano in allegato l'elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e sulle imprese introdotti o eliminati con gli atti medesimi. Per onere informativo si intende qualunque obbligo informativo o adempimento che comporti la raccolta, l'elaborazione, la trasmissione, la conservazione e la produzione di informazioni e documenti alla pubblica amministrazione.
          2. Ferma restando, ove prevista, la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, gli atti di cui al comma 1 sono pubblicati sui siti istituzionali delle amministrazioni, secondo i criteri e le modalità definite con il regolamento di cui all'articolo 7, commi 2 e 4, della legge 11 novembre 2011, n. 180.
          Conteggio articoli:
          0
      • Organizzazione
        Conteggio articoli:
        0
        • Telefono e posta elettronica

          Sezione relativa a telefono e posta elettronica, come indicato all'art. 13, c. 1, lett. d) del d.lgs. 33/2013

          Art. 13 - Obblighi di pubblicazione concernenti l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni

          1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le informazioni e i dati concernenti la propria organizzazione, corredati dai documenti anche normativi di riferimento. Sono pubblicati, tra gli altri, i dati relativi:

          d) all'elenco dei numeri di telefono nonche' delle caselle di posta elettronica istituzionali e delle caselle di posta elettronica certificata dedicate, cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta inerente i compiti istituzionali.

          Conteggio articoli:
          1
      • Consulenti e collaboratori

        Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza

        1. Fermi restando gli obblighi di comunicazione di cui all'articolo 17, comma 22, della legge 15 maggio 1997, n. 127, le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le seguenti informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonche' di collaborazione o consulenza:

        a) gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico;

        b) il curriculum vitae;

        c) i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarita' di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attivita' professionali;

        d) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.

        2. La pubblicazione degli estremi degli atti di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti estranei alla pubblica amministrazione, di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni a qualsiasi titolo per i quali e' previsto un compenso, completi di indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato, nonche' la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica dei relativi dati ai sensi dell'articolo 53, comma 14, secondo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, sono condizioni per l'acquisizione dell'efficacia dell'atto e per la liquidazione dei relativi compensi. Le amministrazioni pubblicano e mantengono aggiornati sui rispettivi siti istituzionali gli elenchi dei propri consulenti indicando l'oggetto, la durata e il compenso dell'incarico. Il Dipartimento della funzione pubblica consente la consultazione, anche per nominativo, dei dati di cui al presente comma.

        Conteggio articoli:
        1
      • Personale
        Conteggio articoli:
        0
        • Incarichi amministrativi di vertice
          Sezione relativa agli incarichi amministrativi di vertice, come indicato all'art. 15, c. 1,2 e art. 41, c. 2,3 del d.lgs. 33/2013
          Art. 15 - Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza
          1. Fermi restando gli obblighi di comunicazione di cui all'articolo 17, comma 22, della legge 15 maggio 1997, n. 127, le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le seguenti informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonche' di collaborazione o consulenza:
          a) gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico;
          b) il curriculum vitae;
          c) i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarita' di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attivita' professionali;
          d) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.
          2. La pubblicazione degli estremi degli atti di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti estranei alla pubblica amministrazione, di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni a qualsiasi titolo per i quali e' previsto un compenso, completi di indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato, nonche' la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica dei relativi dati ai sensi dell'articolo 53, comma 14, secondo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, sono condizioni per l'acquisizione dell'efficacia dell'atto e per la liquidazione dei relativi compensi. Le amministrazioni pubblicano e mantengono aggiornati sui rispettivi siti istituzionali gli elenchi dei propri consulenti indicando l'oggetto, la durata e il compenso dell'incarico. Il Dipartimento della funzione pubblica consente la consultazione, anche per nominativo, dei dati di cui al presente comma.
          Art. 41 - Trasparenza del servizio sanitario nazionale
          2 Le aziende sanitarie ed ospedaliere pubblicano tutte le informazioni e i dati concernenti le procedure di conferimento degli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo, nonche' degli incarichi di responsabile di dipartimento e di strutture semplici e complesse, ivi compresi i bandi e gli avvisi di selezione, lo svolgimento delle relative procedure, gli atti di conferimento.
          3 Alla dirigenza sanitaria di cui al comma 2, fatta eccezione per i responsabili di strutture semplici, si applicano gli obblighi di pubblicazione di cui all'articolo 15. Per attivita' professionali, ai sensi del comma 1, lettera c) dell'articolo 15, si intendono anche le prestazioni professionali svolte in regime intramurario.
          Conteggio articoli:
          1
        • Tassi di assenza

          Sezione relativa ai tassi di assenza, come indicato all'art. 16, c. 3 del d.lgs. 33/2013

          3. Le pubbliche amministrazioni pubblicano trimestralmente i dati relativi ai tassi di assenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.

          Conteggio articoli:
          3
        • Incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti

          Sezione relativa agli incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti, come indicato all'art. 18, c. 1 del d.lgs. 33/2013

          Art. 18 - Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli incarichi conferiti ai dipendenti pubblici

          1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano l'elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascuno dei propri dipendenti, con l'indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico.

          Conteggio articoli:
          1
        • Contrattazione integrativa
          Sezione relativa alla contrattazione integrativa, come indicato all'art. 21, c. 2 del d.lgs. 33/2013

          Art. 21 - Obblighi di pubblicazione concernenti i dati sulla contrattazione collettiva
          2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 47, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le pubbliche amministrazioni pubblicano i contratti integrativi stipulati, con la relazione tecnico-finanziaria e quella illustrativa certificate dagli organi di controllo di cui all'articolo 40-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nonche' le informazioni trasmesse annualmente ai sensi del comma 3 dello stesso articolo. La relazione illustrativa, fra l'altro, evidenzia gli effetti attesi in esito alla sottoscrizione del contratto integrativo in materia di produttivita' ed efficienza dei servizi erogati, anche in relazione alle richieste dei cittadini.
          Conteggio articoli:
          9
      • Performance
        Conteggio articoli:
        0
      • Enti controllati
        Conteggio articoli:
        0
      • Attività e procedimenti
        Conteggio articoli:
        0
      • Provvedimenti
        Conteggio articoli:
        0
      • Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici
        Conteggio articoli:
        0
      • Bilanci
        Conteggio articoli:
        0
        • Bilancio preventivo e consuntivo

          Art. 29 - Obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo e consuntivo, e del Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonche' dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi.

          1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi al bilancio di previsione e a quello consuntivo di ciascun anno in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, al fine di assicurare la piena accessibilita' e comprensibilità.

          Conteggio articoli:
          13
      • Beni immobili e gestione patrimonio
        Conteggio articoli:
        0
        • Patrimonio immobiliare

          Art. 30 - Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del patrimonio.

          1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti, nonche' i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti

          Conteggio articoli:
          3
      • Servizi erogati
        Conteggio articoli:
        0
      • Pagamenti dell'amministrazione
        Sezione relativa all'indicatore di tempestività dei pagamenti, come indicato all'art. 33 del d.lgs. 33/2013
        Conteggio articoli:
        0
        • Indicatore di tempestività dei pagamenti

          Art. 33 - Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell'amministrazione

          1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato: «indicatore di tempestivita' dei pagamenti».

          Conteggio articoli:
          3
        • IBAN e pagamenti informatici

          Art. 36 - Pubblicazione delle informazioni necessarie per l'effettuazione di pagamenti informatici

          1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e specificano nelle richieste di pagamento i dati e le informazioni di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

          Conteggio articoli:
          1
      • Informazioni ambientali

        Art. 40 - Pubblicazione e accesso alle informazioni ambientali

        1. In materia di informazioni ambientali restano ferme le disposizioni di maggior tutela gia' previste dall'articolo 3-sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dalla legge 16 marzo 2001, n. 108, nonche' dal decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 195.

        2. Le amministrazioni di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo n. 195 del 2005, pubblicano, sui propri siti istituzionali e in conformita' a quanto previsto dal presente decreto, le informazioni ambientali di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, che detengono ai fini delle proprie attivita' istituzionali, nonche' le relazioni di cui all'articolo 10 del medesimo decreto legislativo. Di tali informazioni deve essere dato specifico rilievo all'interno di un'apposita sezione detta «Informazioni ambientali».

        3. Sono fatti salvi i casi di esclusione del diritto di accesso alle informazioni ambientali di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.

        4. L'attuazione degli obblighi di cui al presente articolo non e' in alcun caso subordinata alla stipulazione degli accordi di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195. Sono fatti salvi gli effetti degli accordi eventualmente gia' stipulati, qualora assicurino livelli di informazione ambientale superiori a quelli garantiti dalle disposizioni del presente decreto. Resta fermo il potere di stipulare ulteriori accordi ai sensi del medesimo articolo 11, nel rispetto dei livelli di informazione ambientale garantiti dalle disposizioni del presente decreto.

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        9
      • Altri contenuti

        Sezione dove sono collocati altri contenuti pubblicati a fini di trasparenza e non riconducibili a nessuna delle sotto-sezioni indicate nell'Allegato al d.lgs. 33/2013

        Conteggio articoli:
        2
    • Dati elettorali
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      6
    • Albo Pretorio
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      1
    • Imposta di soggiorno
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      3
    • Figli di Salve nel mondo

      Sono trascorsi 12 anni da quando l’Amministrazione Comunale di Salve ed alcuni concittadini residenti nel cantone di Neuchatel si incontrarono per programmare un percorso condiviso capace di avviare contatti e legami tra i nostri emigranti e Salve. Per gettare un “ponte ideale” tra i tanti salvesi e la loro terra d’origine, che più di cinquant’anni fa abbandonarono, compiendo una scelta di vita coraggiosa e dolorosa, lasciando famiglia, amici, abitudini e luoghi cari, con la sola speranza di trovare lavoro e poter offrire a se ed ai loro cari un avvenire migliore.
      Con questo obiettivo l’Amministrazione Comunale di Salve in data 15/06/2000 approvava il progetto “Figli di Salve nel mondo: una sola radice, molti percorsi” e dava impulso ai Salvesi residenti nel cantone di Neuchatel che solo dieci giorni dopo, il 25/06/2000, fondavano l’Associazione “Salve Nosciu”.
      In virtù di tale progetto, fortemente voluto dall’Amministrazione e reso possibile dalla fattiva e preziosa collaborazione dell’Associazione “Salve Nosciu”, si iniziarono a organizzare i primi scambi culturali in Svizzera a partire dall’ottobre 2000. Con cadenza biennale ne sono seguiti altri sei.
      Il progetto prevede l'organizzaione biennale di un viaggio in Svizzera, organizzato dal Comune, dove cittadini salvesi e rappresentanti dell'Amministrazione si recano a Cressier per trascorrere quattro giorni insieme, densi di incontri, manifestazioni culturali e intrattenimenti musicali tipici delle due terre coinvolte.
      A Salve, invece, gli incontri si sono susseguiti ogni anno, nel periodo dei festeggiamenti di San Nicola. L’esperienza vissuta in questi anni è stata da stimolo a sempre nuove iniziative rivolte a mantenere vivo e forte questo legame, visto anche il successo conseguito in termini di adesione, di entusiasmo, di calore umano e di forti emozioni che hanno legato tutti i partecipanti in quei indimenticabili momenti a Cressier.
      Nell'anno 2010, con rinnovata gioia ed entusiasmo, nell'ambito del 6° scambio culturale è stato festeggiato il decimo anniversario della fondazione dell’Associazione “Salve Nosciu” ed è stato siglato il “Patto di amicizia” tra i comuni di Salve e Cressier.

      Conteggio articoli:
      3
  • Aree tematiche
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    0
  • Attività promozionali
    in allestimento.
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    0
  • Progetto PIDSS
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    0
  • Informazioni Utili - Come fare per ...
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    32
  • Centro Culturale
     
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  • Calendari

    Nel 2000 il Comune di Salve ha iniziato a pubblicare annualmente un Calendario che ormai ha raggiunto la 13° edizione.

    Di seguito si possono sfogliare i calendari in formato PDF.

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    13
  • Associazioni
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    0
    • Associazione Nazionale Marinai d'Italia

      L’Associazione, apolitica e senza fini di lucro, è la libera unione di coloro che sono appartenuti o appartengono senza distinzione di grado, alla Marina Militare e che, consapevoli dei propri doveri verso la Patria, intendono mantenersi uniti per meglio servirla in ogni tempo.
      Gli scopi che l’A.N.M.I. si propone sono stabiliti all’ Art. 2 dello Statuto.
      L’Associazione considera nei suoi ranghi tutti i cittadini di nazionalità italiana, anche se residenti all’estero, che servono od hanno servito la Patria con fedeltà ed onore nella Marina Militare o in guerra nella Marina Mercantile. Attorno a questo nucleo fondante, insostituibile cuore associativo, si ritrovano e trovano doverosa collocazione tutti coloro che si riconoscono nello spirito, nell’etica e nelle tradizioni marinare nazionali e che intendono, in unità di intenti e di attività, perpetrare ed espandere la cultura marittima. In sintesi, l’Associazione accoglie tutti coloro che intendono partecipare ad un progetto di vita attiva e propositiva, ad una rinnovata “vita di bordo” che consenta di mantenersi solidali, uniti e proficuamente in servizio, ovunque ciò sia richiesto o realizzabile.
      L’Associazione intende quindi non solamente tenere vivo il culto della Patria e l’attaccamento ai valori ed alla Marina Militare, ma difendere e mantenere alto e vivo lo spirito che permea la vita marinara, le sue tradizioni e la memoria di coloro che, credendo fermamente nel dovere verso la patria e le sue Istituzioni, hanno sacrificato la vita. L’Associazione pone i suoi iscritti in continuità di servizio con i colleghi che hanno ancora l’onore di servire la Patria in uniforme con le stellette ed attua tutte quelle iniziative che tendono a realizzare la più diffusa conoscenza della Marina sul territorio, mettendo a disposizione delle Istituzioni una forza qualificata, volontaria ed onorata. Essa tende a realizzare concretamente ogni forma di solidarietà e di generoso cameratismo, mediante lo scambio di informazioni e servizi fra i soci, mediante attività sportive e culturali ed iniziative di valore sociale
      Fra le attività che l’A.N.M.I. svolge, in accordo e con il coordinamento della Marina Militare, in aggiunta a quelle sociali, tendenti a rafforzare la coesione interna tra i Soci e a sottolineare la loro partecipativa presenza in eventi di rilievo della vita nazionale e cittadina, vi sono:

      • promozione e sviluppo dell’assistenza morale e materiale, alimentando i sentimenti di reciproca solidarietà;

      • organizzazione di Mostre/Concorsi di Pittura, Modellismo, Filatelia, Fotografia per studenti su soggetti ed argomenti di carattere militare-navale-marinaro, nonché di tutte quelle manifestazioni culturali che possano incrementare la diffusione dellaculturamarinara;

      • interfaccia con le Autorità locali affinchè intitolino e manutengano Vie, Piazze, Monumenti, Cippi, Lapidi dedicati ai Caduti del Mare;


      • offerta da parte di Gruppi A.N.M.I. delle Bandiere di Combattimento alle Unità di nuova costruzione della Marina Militare e partecipazione ai vari delle Unità di nuova costruzione;

      • organizzazione, presso i Gruppi metropolitani ed esteri, di cerimonie “patriottiche” (commemorazione Caduti del Mare, Santa Barbara, Festa della Marina, Pellegrinaggi a Sacrari nazionali ed esteri, ecc.) e partecipazione di rappresentanze dell’A.N.M.I. a tutte le manifestazioni patriottiche a carattere nazionale e locale, indette dal Ministero Difesa e dagli Stati Maggiori delle Forze Armate.
      Sempre in stretto coordinamento con lo Stato Maggiore della Marina, l’A.N.M.I. ed i suoi Gruppi concorrono alla attività dei Musei della Marina, favoriscono consulenze alle Agenzie che preparano gli esami di patente nautica, mantengono un Albo del proprio personale specializzato per rispondere a richiesta sia di imbarco sia di insegnamenti specifici sulla sicurezza di bordo.
      Il personale A.N.M.I. è sempre a disposizione inoltre delle Autorità costituite (locali e nazionali) per il servizio alla collettività sia in veste di ordinario ausilio alla vita ed al benessere dei cittadini sia per intervento in caso di emergenza. In particolare, i Gruppi A.N.M.I. sono permanentemente a disposizione delle Capitanerie di Porto per ogni compito d’istituto ausiliario, complementare e di supporto alle attività di interesse civico.

      Conteggio articoli:
      4
    • Legambiente
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      1
    • ASD Salvius
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      1
    • Associazione Centro Storico

      Centro Storico Salve

      L'associazione ha lo scopo di tutelare il centro storico, di mettere a confronto le diverse esperienze sociali e umane, dibattere sui problemi comuni di rilevanza culturale ed associativa, creare stimoli per comunicare valori condivisi dalla collettività. L'associazione intende promuovere la difesa della tradizione popolare nel territorio, conservando e valorizzando i sani principi della solidarietà popolare. L'associazione si prefigge, altresì, di coadiuvare l'organizzazione di ogni opportunità educativa, coinvolgendo tutte le parti sociali, e rivolgere particolare attenzione alle scuole e ai giovani. Infine, l'associazione intende promuovere il valore del volontariato presso la popolazione con iniziative pubbliche aperte all'intera collettività. L'associazione è apolitica, ha durata illimitata e non ha fini di lucro.

      Per vedere i momenti più belli delle iniziative dell'associazione Centro Storico: http://www.comune.salve.le.it/index.php/foto-gallery-associazioni/category/34-associazione-centro-storico

      Conteggio articoli:
      5
    • Salveturismo

      SalveTurismo nasce il 14 aprile 2012 grazie all’impegno di un gruppo di imprenditori che operano nel turismo del comune di Salve, in provincia di Lecce.

      Lo scopo dell’associazione è di valorizzare e promuovere il territorio in modo da consentire agli operatori turistici maggiori opportunità di lavoro. SalveTurismo stimola la collaborazione tra i soci con spirito unitario e solidale e favorisce lo scambio di mutua assistenza, contatti ed esperienze.

      Obiettivi e strategia

      Due sono gli obiettivi principali :

      1) Aiutare l’attività degli associati con progetti ed iniziative

      2) Contribuire alla crescita della consapevolezza che il turismo è un bene comune

      Riteniamo prioritario stimolare la partecipazione di operatori, amministratori, associazioni, tutti i cittadini salvesi alla progettazione dello sviluppo turistico del territorio. Non a caso uno dei primi successi dell’associazione è stato il convegno ‘Turismo: bene comune’.

      Per questo motivo abbiamo proposto alla comunità salvese una Consulta dedicata al turismo.

      La comunicazione e lo scambio di informazioni sono necessarie per attivare un processo di crescita e per stimolare la partecipazione di tutti. La Consulta, i cui lavori devono essere pubblici, è il luogo ideale dove far circolare le informazioni, avanzare proposte, confrontarsi sempre nel rispetto reciproco e nell’interesse comune. La Consulta va oltre le appartenenze partitiche, che pure rispettiamo. Crediamo che la comunità salvese sia pronta a questa sfida perché unita dall’amore per la propria terra, un paradiso da tutelare, unita dalla cultura dell’accoglienza che ha pochi eguali nel mondo.

      La strategia che abbiamo scelto è quella del confronto leale e costruttivo.

      SalveTurismo invita tutti gli operatori turistici ad associarsi, condividendo con noi l’amore per la nostra terra, la passione per il nostro lavoro ed il rispetto per il turista.

      SalveTurismo invita tutti i cittadini a seguire l’attività dell’associazione e a contribuire con idee e proposte.

      Organigramma

      • Presidente / Matteo Pepe
      • Vice-Presidente / Sandro Tasco
      • Segretario / Giovanna Pepe
      • Consigliere / Sabina Cosi
      • Consigliere / Mario Licchelli
      • Consigliere / Danilo Nuzzello
      • Consigliere / Sigfrido Zaccaria 

      Sito ufficiale dell'associazione: http://www.salveturismo.it/

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  • Frecce Tricolori

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  • Organo Olgiati-Mauro

    In uno scenario di luci e colori, tra altari di stile barocco, sotto le volte decorate con pregevoli stucchi settecenteshi, cam-peggia nella Chiesa Parrocchiale di Salve il monumentale storico organo, costruito nel 1628 e restaurato nel 1978 con la consulenza tecnico-artistica del M° Prof. Luigi Celeghin, titolare della cattedra d'Organo al Conservatorio "S. Cecilia" di Roma. La paternità di questo strumento si deduce da una scritta incisa a mano con stilo sulla canna maggiore di facciata: "1628 - Giovane Batista Olgiati di Como con Tomaso Mauro di Muro". L'Organo, di sicura ispirazione lombarda ed in particolare antegnatiana (divisione in 5 scomparti della facciata, con la collocazione in alto dei cosiddetti "organetti morti") ha compiuto 385 anni di vita, senza aver subito sostanziali modifiche.

    Dall'esame di alcune canne è stato possibile dedurre anche un tipo di temperamento in vigore nel '600.

    Questo gioiello d'arte organaria, risultato tra i 4 più importanti d'Europa, tra i più antichi d'Italia,  e sicuramente il più antico di Puglia, che per oltre tre secoli e mezzo ha sostenuto il canto di tante generazioni di salvesi ed ha varcato i confini della Chiesa e della Città di Salve dacchè nelle varie stagioni concertistiche ha visto alternarsi alla sua tastiera numerosi organisti, anche di fama internazionale, rimane a testimonianza di un'arte e di una cultura che era e deve essere, nella sua più schietta autenticità, orgoglio di noi tutti.

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  • LUG - Laboratori Urbani Giovanili
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  • Smart Waste
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  • BORGHI AUTENTICI D'ITALIA

    Borghi Autentici d’Italia è un’Associazione che riunisce piccoli e medi comuni, enti territoriali ed organismi misti di sviluppo locale. Nasce da un’ambiziosa idea, condivisa da un gruppo di persone che crede nella possibilità di un modello di sviluppo locale più equo e rispettoso delle tradizioni e delle esigenze semplici delle persone.

    Negli anni questo progetto si è trasformato in un’iniziativa sempre più articolata e competitiva, fino ad assumere la forma odierna di una rete italiana di territori i cui protagonisti sono le comunità, gli amministratori e gli operatori economici, sociali e culturali dei luoghi.

    Si è andato così delineando uno strumento di aggregazione e sviluppo, ora a disposizione di tutte quelle realtà che non si lamentano del declino e dei problemi, e che sono consapevoli di avere risorse ed opportunità per individuare nuove strade per uno sviluppo futuro.

    Ci riferiamo a tutte quelle realtà che appartengono a quell’Italia che ce la vuole fare.

    I Borghi Autentici sono impegnati in un percorso, talvolta complesso, di miglioramento continuo della struttura urbana, dei servizi verso i cittadini, del contesto sociale, ambientale e culturale per portare ad un graduale e costante incremento della qualità di vita della popolazione.

    L’Associazione Borghi Autentici considera la comunità locale quale elemento decisivo del proprio disegno di sviluppo. La comunità quale luogo, contesto umano e culturale, che è sinonimo del buon vivere, di gusto, di un saper fare creativo e di una dimensione sociale dolce; una comunità che si apre all’esterno e diviene “Comunità Ospitale” protagonista della nuova Soft Economy.

    Borghi Autentici sostiene e rappresenta una parte significativa di quell’Italia nascosta, che ogni giorno trova le sue motivazioni per avviare iniziative ed azioni progettuali di sviluppo strategico. E’ un’Italia che punta sulla riscoperta e riqualificazione della propria identità; un’identità che si manifesta nelle pieghe originali della sua storia, nelle tradizioni dei luoghi, nella loro conformazione morfologia espressa nel paesaggio, nella cultura produttiva artigianale; ossia, in una frase, nel proprio modo di vivere.

    Borghi Autentici d’Italia, quindi, promuove un percorso articolato di sviluppo in sede locale, un approccio che considera i patrimoni esistenti quali punti di partenza per costruire strategie concrete e attuabili di crescita, allo scopo di evitare fenomeni sfortunatamente non più così rari come l’impoverimento progressivo delle zone rurali e l’abbandono dei piccoli borghi e dei villaggi.

    Al contrario, l’obiettivo è quello di generare dinamiche virtuose che ben si adattino alle prospettive di nuovi insediamenti di persone e di imprese sensibili ed interessate alla qualità e allo stile che caratterizzano la dinamica sociale di un territorio quale quello italiano. 

    Il sito dell'associazione è: http://www.borghiautenticiditalia.it/

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  • Servizio Civile Nazionale

    Progetto: Salvambiente - Finanziato in attesa di bando.

    Comune Accreditato Albo Regionale 4° Classe.

    Maggiori Informazioni su: http://www.serviziocivile.gov.it/   --   http://serviziocivile.regione.puglia.it/

     

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  • Cooperativa di comunità

    Quale obiettivo ha la cooperativa di comunità?

    La Cooperativa di Comunità deve avere come esplicito obiettivo quello di produrre vantaggi a favore di una comunità.

    Cosa può fare?

    La Cooperativa di Comunità puo’ porre in essere tutte le attività che rispondono ai bisogni che la comunità reputa prioritari. La valorizzazione turistica, il recupero dei beni ambientali e monumentali, il recupero delle produzioni tradizionali, il recupero tradizioni culturali, il miglioramento dell’arredo e dell’igiene dei luoghi comuni, la fornitura di servizi in supporto delle fasce deboli della popolazione possono essere obiettivi da perseguire.

    Quanto costa esser socio?

    25 euro.

    Ci sono rischi per i soci?

    No, la cooperativa è una società di capitale a responsabilità limitata. Si rischiano solo i 25 euro versati come capitale sociale.

    Se sono socio e voglio uscire dalla cooperativa, posso farlo?

    Si, basta solo una raccomandata e verrà restituita anche la quota versata in ingresso (25 euro).

    Quanti soci ci devono essere per essere una cooperativa di comunità?

    Il 7% dei residenti nel nostro comune.

    Tutti i soci devono lavorare nella cooperativa? No. Ci sono tre tipi di soci:

    • Il socio lavoratore il quale partecipa alla cooperativa per mettere a disposizione le proprie competenze professionali.
    • Il socio utente che partecipa alla cooperativa per usufruire di un bene o un servizio a condizioni migliori rispetto a quelle ottenibili sul mercato comune.
    • Il socio finanziatore/sovventore, come ad es. un ente locale, una fondazione, che partecipano alla cooperativa attraverso un apporto, anche finanziario, volto a facilitare lo svolgimento di alcune fasi della vita della stessa tra le quali quella di avvio.

    Chi decide per la cooperativa?

    Ogni socio, insieme a tutti gli altri soci e ciascuno per un voto a testa.

    Come posso diventare socio?

    Compila il modello pre-compilato con i tuoi dati, imbucalo nella cassetta trasparente che troverai in Comune. Appena si raggiungerà il numero minimo, necessario per costituire la cooperativa di comunità verrai contattato e dinanzi ad un notaio, si costituirà la cooperativa. La somma da versare per ogni socio sarà di euro 25

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